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Quartieri spagnoli, la "Pace" trova una scuola
 
 
di Laura Cocozza
 
La data di inaugurazione della sede, in via Speranzella, nel cuore dei Quartieri Spagnoli, è prevista per il 5 settembre. Ma il progetto della “Scuola della Pace”, promosso dall’assessore provinciale Maria Lucia Galdieri (nella foto) e ideato da Enzo Spaltro, il padre della psicologia del lavoro in Italia, e presentato il 21 giugno con  lo slogan “Essere uno non è essere solo”, è già attivo in rete, attraverso i social network. La Galdieri, che ha le deleghe al lavoro, la pace, risorse umane e occupazione, ha scelto di riprendere ed ampliare un’iniziativa che giaceva nel cassetto del suo predecessore, recuperando i locali di proprietà del Comune, dati in concessione alla Provincia di Napoli e chiusi da tempo (circa 300 metri quadri, divisi tra un grande locale alto 8 metri a piano terra e due stanze al soppalco), per creare un “laboratorio sulla pacificazione sociale”. Un luogo, cioè dove i cittadini che vivono realtà conflittuali per mancanza di lavoro, di adeguata formazione professionale o scolastica, per motivi religiosi o etnici, per età o sesso, possano entrare più facilmente in contatto con le istituzioni ed esporre i loro problemi, dialogando in maniera diretta ed efficace, con l’aiuto di specialisti, in lavoro di gruppo. “Non si tratterà di uno sportello amministrativo - spiega l’assessore - né informativo. Avrà piuttosto una funzione di mediazione e di ascolto, attraverso la quale mi auguro che potranno nascere idee di buon governo. A mio parere infatti, dovendo sempre lavorare su situazioni di emergenza, abbiamo perso l’abitudine a progettare il futuro. Per farlo occorrono luoghi di mediazione dei conflitti, dove si possono intercettare i bisogni della cittadinanza. Questo progetto ha infatti l’obiettivo di capire le necessità dei cittadini stranieri stabiliti temporaneamente o stabilmente sul nostro territorio, e di promuovere la cittadinanza attiva”. Tra le varie attività sono previste dunque giornate di ascolto e confronto con persone che vivono il conflitto e desiderano sviluppare, nel breve periodo, capacità relazionali, territoriali e progettuali; eventi sociali, culturali e assembleari organizzati di concerto con associazioni del terzo settore, fondazioni e altri stakeholder del territorio; opportunità per lo sviluppo della conoscenza e promozione di usi e costumi di cittadini stranieri. “Attraverso il sito e il social network - aggiunge la Galdieri - stiamo già avviando contatti con le associazioni di quartiere e cittadine che intendono partecipare al progetto. Mi piacerebbe creare laboratori di progettazione comuni e per questo è stato previsto di aprire gli spazi della sede di via Speranzella alle associazioni e ai gruppi di volontariato che ne faranno richiesta e naturalmente hanno i requisiti necessari. Inoltre, ho già incontrato il presidente della prima Municipalità Fabio Chiosi, con il quale abbiamo deciso di portare avanti un’azione comune per rendere i quartieri Spagnoli più vicini alla città, anche in considerazione del fatto che proprio da questi quartieri, ultimamente, stanno giungendo segnali di grande coscienza civica, con le azioni comuni messe in atto spontaneamente dai cittadini per ridare dignità e vivibilità ai luoghi ”.
 
dal numero giugno-agosto 2011 di Chiaia Magazine
 
 
27 luglio 2011

 
 
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