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Nuovo San Paolo? Solo propaganda
 
 
L'assessore regionale all'Urbanistica Marcello Taglialatela: "Il sindaco non ha un progetto serio che preveda costi e finanziamenti"
 
di Rita Giuseppone
 
Già nel 2010, quando l’Italia era una delle candidate in lizza per ospitare gli Europei del 2016, l’assessore allo Sport della giunta Iervolino, Alfredo Ponticelli, presentò un piano dettagliato di ristrutturazione del San Paolo. Nuova copertura, nuovi spalti (più vicini al campo grazie all’eliminazione della pista di atletica), 82 skybox e più posti per i disabili, in una capienza totale di 65.000 spettatori, il tutto al costo di 80 milioni di euro. Alla fine per Euro 2016 l’ha spuntata la Francia, ma da allora si continua a parlare dell’ipotetica ristrutturazione dell’impianto di Fuorigrotta che, dall’inaugurazione del 1959, è stato “ritoccato”, male, secondo alcuni, solo per i Mondiali del ‘90. Anche Chiaia Magazine, nel numero di novembre 2011, aveva fantasticato sul nuovo stadio, proponendo le migliori soluzioni già applicate negli impianti più belli e moderni d’Europa. Non poteva resistere al fascino di far sognare ai napoletani un nuovo stadio neppure il sindaco De Magistris che, dall’inizio del suo mandato, è intervenuto a scadenza quasi mensile sulla questione, arrivando a promettere per fine dicembre 2011 la presentazione di un piano (concordato col presidente azzurro De Laurentiis) che però non è arrivato. Nel frattempo, solo idee, ma ben confuse: nuovo stadio a Ponticelli, oppure a Casoria, mentre ogni impianto che ha ospitato le trasferte del Napoli durante la Champions League sembrava dover essere il modello da seguire per la ristrutturazione del San Paolo. Struttura, quest’ultima, in realtà ancora antiquata, priva dei famigerati tabelloni elettronici (anche questi protagonisti di una querelle infinita tra Comune e Società), il cui impianto fognario salta ad ogni acquazzone. Sulla questione è intervenuto a gamba tesa l’assessore regionale all’Urbanistica, Marcello Taglialatela, che ha accusato il sindaco di “utilizzare la notizia di un nuovo stadio per conquistare i titoli di giornali senza aver ancora prodotto alcun progetto serio che preveda costi e indichi finanziamenti”. Taglialatela, reduce dalla trasferta azzurra allo Stamford Bridge, ha elogiato l’impianto londinese (che ospita le partite del Chelsea dal 1905 e nel 1997 è diventato di proprietà della società Chelsea Pitch Owners dopo una campagna per il finanziamento). “Le sue performances - ha detto l’assessore - sono ben note a molti tifosi napoletani. Il San Paolo, invece, è un esempio di come sia possibile dilapidare 220 miliardi di vecchie lire erogate in occasione dei mondiali del ‘90”. Insomma, dopo sogni e soldi andati in fumo, ora si cercano capitali privati per il project financing, in attesa di un progetto concreto che metta tutti d’accordo.
 
 
 
27 marzo 2012
 
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