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L’electro-rock dei “Cybersadic”
 
 
Prosegue il viaggio tra i gruppi emergenti partenopei. I generi, le sonorità, i musicisti e i locali che li ospitano sono i protagonisti dell’ottava puntata
 
di A. Alfredo Alph Capuano
 
Molto spesso si giudica una band a seconda dei dischi venduti, delle apparizioni televisive, o peggio ancora, in base al numero di fan che hanno su Facebook o a quanti followers riesca a collezionare su Twitter. Ma, fuori dai binari del “mainstream” che portano gli ascoltatori ad affezionarsi a progetti costruiti a tavolino per i canali ufficiali, ci sono tante strade artistiche interessanti, come quella immaginaria che collega Napoli e Torino, dove agiscono il cuore e la mente dei Cybersadic. La band, che vanta partecipazioni di rilievo su palchi decisamente importanti (da quello del Meeting del Mare di Marina di Camerota a quello dell’Italia Wave, fino al Duel:Beat), propone un’interessante miscela di rock e sound elettronici per palati raffinati ma che facilmente riesce a catturare anche l’attenzione dell’ascoltatore più “superficiale”, grazie al sapiente uso di loop ipnotici e ritmi serrati, caratterizzando la sua produzione con elementi che affondano le radici nel rock italiano degli anni ’80 e ‘90 (CCCP/CSI e Marlene Kuntz in primis) e nella grande elettronica di respiro internazionale (vedi Depeche Mode e soprattutto Kraftwerk). Doppia formazione, per ovvi motivi geografici, composta da Alessandro “Jamel” Amoretti (chitarra e voce) e Luigi Ugolini, “l’uomo da Torino” (parafrasando molto liberamente Hitchcock), al synth, ai suoni e alle macchine, sostituito nei live da Pasquale Pezzullo al basso e da Toni Rocco Dj, sempre alle macchine. Da poco la band ha partorito il primo cd, “Droga alla massa”, dopo ben due demo, in cui si nota l’effettivo salto di qualità, dalla scelta dei suoni ad un livello decisamente professionale, alla composizione generale che risulta armonica e proporzionata sia nei singoli brani che nel complesso, conferendo all’intero lavoro una lucida patina di pulizia che lo pone ad un livello nettamente superiore rispetto ad una buona parte delle produzioni affini. Nove tracce alchemiche ben bilanciate che raggiungono l’apice nel perfetto singolo “La Danse Sadique”, viaggiando tra la rabbia esplosiva e ondeggiante di “Wake Up” (da ascoltare ad alto volume), tra le strumentali sperimentazioni della catartica “Meclet”, fino all’incisiva e generazionale “Rivoluzione Permanente”. Chi volesse approfondire la conoscenza di questa band, può acquistare l’album su Itunes e sui principali store digitali o visitare la pagina Myspace www.myspace.com/cybersadix.
 
 
27 marzo 2012
 
 
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