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Strisce hi-tech, il "pacco" č servito
 
 
Le strisce pedonali ad "alta tecnologia", costate più di due milioni di euro, sono state posizionate male, si staccano e ostruiscono le caditoie fognarie

di Alvaro Mirabelli
 
La sensazione è netta: al Comune di Napoli avranno pure voglia di cambiare spartito, ma la nuova orchestra di Palazzo S. Giacomo a volte stecca, e pure di brutto. Arruffoni seriali magari è troppo: ma un po’ sgangherati sì. Calunnie malevole? Sarà. Ma le avvisaglie di una nuova gestione alle vongole del territorio ci sono tutte: la dice lunga, ad esempio, la tragicomica storia delle strisce hi-tech, di recente adottate dal Municipio per sostituire la vecchia, antiquata pittura bianca con cui fino a ieri veniva realizzata la segnaletica orizzontale. Di cosa si tratta? Del fatto che il nuovo materiale, cosiddetto elastoplastico, una volta applicato sulla superficie stradale, ha iniziato dopo un po’ a staccarsi, deformarsi o addirittura sparire. Che sembra una cosa da poco ma non lo è. Mesi fa, infatti, al decollo della novità, Anna Donati, assessore alla Mobilità, madrina del nuovo sistema, si era sbilanciata non poco, magnificando soprattutto la tenuta a prova di bomba del prodotto in questione. «Supertecnologico e innovativo», giurò l’assessore. E adesso, invece, alla prova dei fatti, c’è chi parla di un’autentica figuraccia. Solo uno scivolone senza conseguenze, allora? Mica tanto. Il “pacco” delle strisce hi-tech che si scollano è costato caro ai contribuenti: 2 milioni e mezzo di euro. I bene informati sussurrano che si tratti di un vecchio appalto della sindacatura Iervolino, mollato strada facendo, e riesumato dalla Donati. «Che poteva pure risparmiarselo», aggiunge ora chi abita, ad esempio, in via Petrarca, in via Orazio o al corso Vittorio Emanuele III: da quelle parti le strisce stanno andando in malora sotto gli occhi dei residenti. «Risultato imbarazzante se non desolante. Ma il peggio è che alcune strisce sono state piazzate sulle caditoie dell’acqua piovana, ostruendole pericolosamente», ha stigmatizzato Alberto Boccalatte, delegato alla Manutenzione della Municipalità 1. Che purtroppo ci ha azzeccato in pieno: le strade con le caditoie tappate, con le ultime piogge, si sono puntualmente allagate. «Delle due l’una: o queste strisce non sono adatte a Napoli - ipotizza Boccalatte - o sono state installate malissimo. In ambedue i casi l’amministrazione De Magistris è colpevole: o perchè ha sperperato denaro pubblico o perché non ha vigilato bene». Chi, intanto, come lo stesso delegato alla manutenzione di Chiaia, si è sempre battuto contro le strade-gruviera, adesso si morde le mani per i due milioni e mezzo spesi per le strisce “pezzotte”: in una qualunque municipalità, dicono gli esperti, avrebbero risolto 3 anni di manutenzione stradale.
 
 
 
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