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Restyling Capodichino
 
 
Mauro Pollio (Ad Gesac): "Pronto un milione e mezzo per l'area esterna allo scalo. Napoli? E' ancora una matricola turistica"

di Espedito Pistone
 
Un milione e mezzo di euro per riqualificare viale Ruffo fino all'ingresso in aeroporto. Questo il regalo di Mauro Pollio al Comune di Napoli. Lo anticipa a Chiaia Magazine l'uomo forte di Gesac, amministratore delegato della società per azioni che cura i servizi di terra dello scalo internazionale dal 1997. Il manager che ha gestito con polso fermo il passaggio di mano del pacchetto di maggioranza dagli anglospagnoli Baa-Ferrovial alla finanziaria italiana F2i (Fondi Italiani per le infrastrutture) di Vito Gamberale, tra i cui soci figurano - nel momento della compravendita di azioni - UniCredit, Intesa Sanpaolo, Cassa Depositi e Prestiti, Merril Lynch. Un affaire da 155 milioni di euro.
Maitre à penser ma anche uomo di rottura, quando si tratta di curare l'interesse di Gesac. Si deve a lui lo strappo che nel novembre 2011 porta Capodichino fuori da Assoaeroporti, l'organismo che raggruppa le società di gestione dei maggiori aeroporti italiani. “La mancanza di una precisa e ferma presa di posizione da parte di Assoaeroporti, nelle opportune sedi istituzionali, sia sull'annosa crisi che sta investendo l'intero settore del trasporto aereo nazionale, sia sulla problematica dei diritti aeroportuali sono alla base della decisione di uscire dall'associazione”, scriverà nel memorabile comunicato che ha sancito il divorzio.
 
Allora, amministratore, ci parli di questo “dono” alla città di Napoli...
“Abbiamo firmato il Protocollo di intesa con il Comune e consegnato le mappe che riguardano gli interventi da fare. Presto sarà il sindaco Luigi De Magistris a presentare l'iniziativa alla stampa e non vorrei rubare la scena. Siamo pronti a sborsare fino a un milione e mezzo di euro per il miglioramento dell'area esterna allo scalo, fino ad includere viale Ruffo e lo svincolo di ingresso della Tangenziale di Napoli”.
 
In cosa consistono l'attività di restyling?
“Installeremo una nuova illuminazione e telecamere di sorveglianza, oltre a recuperare gli spazi verdi e rifare i marciapiedi. Inoltre, ci impegniamo a gestire il tutto: se si fulmina un lampione spetterà a noi sostituire la lampada”.
 
Un'altra delle iniziative di Gesac a favore del territorio?
“Diciamo che è una nostra buona abitudine e non è nuova, venire incontro alle esigenze della comunità. Sia di qualla che vive a ridosso dell'aeroporto sia della città in generale. Non solo ci fa piacere, ma riteniamo doveroso che una realtà così importante come lo scalo internazionale di Capodichino faccia qualcosa per i cittadini”.
 
Cosa è cambiato da quando Gesac è diventata tricolore?
“L'Italia è sempre stata presente nella compagine societaria. Quello che è cambiato nell'avere una proprietà completamente nazionale è il miglioramento dei rapporti con le isituzioni e con il territorio. Non le nascono che con gli spagnoli ci sono stati momenti difficili. Oggi, invece, vedo maggiori possibilità per attuare il rilancio strategico che abbiamo in mente”
 
Quanto pesa sul successo ottenuto negli ultimi anni dallo scalo di Capodichino, l'assenza in Campania di altri aeroporti civili della stessa importanza?
“Non sono d'accordo sull'assenza di concorrenza: si pensi all'Alta Velocità”.
 
Che ne è stato della vecchia polemica sull'aeroporto troppo "dentro" la città?
“Che è vecchia. Abbiamo fatto tantissimo in termini di sicurezza, a partire dalle cosiddette rotte antirumore, per evitare il passaggio troppo sulle case degli aerei in fase di decollo e di atterraggio. Comunque, avere uno scalo nella città porta tanti vantaggi ma anche qualche svantaggio”.
 
Per la Coppa America si sono registrati flussi più intensi di viaggiatori?
“Abbiamo registrato circa il 7% cento in più di passeggeri nel periodo della gara velistica, ma era anche periodo pasquale, quindi non saprei essere più preciso”.
Se è andata bene, andrà bene secondo lei anche con il Forum delle Culture?
“Ripeto, non abbiamo la certezza che l'incremento sia solo merito della Coppa America, di sicuro in parte lo è e, quindi, perché non sperare anche per il prossimo Forum?”.
 
Napoli, socondo lei è già città turistica o è ancora una matricola che aspetta il giorno del diploma?
“Secondo me? Una matricola... c'è ancora molto da fare".
 
Ogni anno 6 milioni di passeggeri
Una collina tagliata di netto, decapitata per volere della natura. Luogo ideale per svolgere attività lontano da occhi indiscreti e, difatti, sfruttato dell'esercito borbonico per tenervi le grandi manovre militari. All’epoca non si chiamava ancora Capodichino ma Campo di Marte. Ben presto, però, si intuì che quell’ampio spazio pianeggiante era il luogo ideale per mostrare al pubblico le esibizioni delle prime macchine da volo. Da allora, il destino dell’area è segnato. Capodichino è prima aeroporto militare durante le guerre mondiali poi, dal 1950, scalo civile. Nel 1921 viene intitolato all'aviere Ugo Niutta, giovane sottotenente della 28° squadriglia aeroplani, morto per le ferite riportate durante un combattimento in volo. L’anno di svolta è il 1995 perché, grazie a un piano di investimenti di 145 milioni di euro, si avvia la privatizzazione dell’Aeroporto. Apre finalmente il terminal 2 per i voli charter e nel 2000, con un grande evento di impatto mediatico, Carlo d'Inghilterra inaugura la nuova sala partenze. Ma non è semplice simpatia per i napoletani quella dell’erede al trono, perché l'aeroporto internazionale di Napoli, secondo scalo civile del Sud Italia per numero di passeggeri complessivi dopo quello di Catania-Fontanarossa, è il primo aeroporto italiano ad essere privatizzato e a poter essere gestito dalla stessa società che cura gli aeroporti di Londra, la Gesac. Oggi, però, le cose sono cambiate. Dal 21 dicembre 2010 il gruppo italiano F2i Sgr-Fondi italiani per le Infrastrutture, sotto la guida di Vito Gamberale, ha rilevato la quota del gruppo spagnolo Ferrovial, che a sua volta le aveva ricevute dalla British Autority Airport (BAA). La compagine azionaria attualmente è questa: gruppo F2i (70%), Comune e Provincia di Napoli (12,5% ciascuno), Aliport s.r.l. (5%). Ogni anno passano per i due terminal, uno dei quali è riservato ai voli charter, 6 milioni di passeggeri. I sei parcheggi dello scalo possono ospitare oltre mille auto. Di fatto Capodichino è raggiungibile da tutta la città grazie alla vicina uscita della Tangenziale di Napoli, mentre gli spostamenti dalla provincia e dal resto della regione sono facilitati dal collegamento diretto con le quattro autostrade della Campania. Anche per chi si sposta con i mezzi pubblici non ci sono problemi. Numerose sono le linee autobus destinate all’area e a queste, dal 2013, si dovrebbe aggiungere una stazione della Linea 1 della metropolitana, che collegherà lo scalo con ogni punto della città grazie alle interconnessioni con le altre otto linee su ferro. La comunicazione è considerata un fiore all’occhiello. Pur in tempi difficili, con l’allarme terrorismo sempre alto, si preferisce un approccio soft con i viaggiatori. I passeggeri sono informati in anticipo sulla probabilità di incappare in controlli più accurati, nell’interesse di tutti. In caso di smarrimento del proprio bagaglio niente panico. È stato istituito uno sportello Lost&Found, tra i più efficienti d’Italia, dove attivare il servizio di notifica SMS per ricevere automaticamente gli aggiornamenti via cellulare sullo stato della ricerca della valigia perduta. A Capodichino decolla anche il sociale. Gesac ha da un po’ di tempo attivato il Programma di Cooperazione con le Comunità Limitrofe, considerando la presenza dello scalo e il suo sviluppo congeniali agli interessi delle comunità vicine. Lo scalo napoletano ha subìto in questi anni una completa trasformazione, grazie ad un programma di investimenti pari a oltre 253 milioni di euro, di cui 154 auto finanziati. Il network dei collegamenti diretti dell’Aeroporto Internazionale di Napoli annovera, in inverno, ventuno destinazioni internazionali di linea, compresi i voli intercontinentali da Napoli a New York JFK, e undici collegamenti diretti nazionali. In estate si raddoppia.
 
 
 
 
 
 
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