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Parcheggi interrati, muro del comune
 
 
Un garage sotto piazza Vittoria potrebbe ospitare 1500 auto al giorno. Il progetto c'è ma l'Amministrazione temporeggia

di Alvaro Mirabelli
 
La sensazione è quella di parlare col muro. L’anticamera che Massimo Vernetti, leader della Napoletana Parcheggi, sta sopportando in attesa che il Comune lo autorizzi a costruire un parcheggio sotto piazza Vittoria, lui proprio non la capisce. Un anno fa, forte di una concessione nero su bianco, l’imprenditore convinse persino la Iervolino, incassando il sì pesante del Commissariato Straordinario alla Viabilità. Adesso, invece, si ritrova al palo perché il sindaco De Magistris ha congelato l’operazione. Il fatto è che Anna Donati, assessore ai Parcheggi, ha rispolverato la vecchia fobia ambientalista per i parcheggi interrati in centro, ritenuti attrattori di traffico. Così il progetto di Vernetti è finito sub iudice. Vallo a spiegare al sindaco e all’assessora-ecologista che viene dal Nord, che in Europa si fa il contrario, soprattutto in presenza di una Ztl grande come quella di Chiaia: vallo a spiegare che in Europa le auto sono sparite dalla superficie per essere stoccate nel sottosuolo, anche quello dei centri storici. Come spiegare la luce a un cieco. Sui parcheggi, la Donati da quest’orecchio non ci sente e nemmeno dall’altro, quando si parla di Ztl. Perché è vero che ha limato un po’ gli orari, ma è anche vero che ha ribadito: a Novembre la Ztl tornerà in versione extra-strong. Così l’imprenditore prova ancora una volta a spiegarsi sui 2 nodi in questione, evidentemente intrecciati tra loro: «Qui bisogna capirsi. La Ztl è un prodotto ambientale che migliora la vita di un’area urbana: altrove, chi l’ha avversata si è poi ricreduto. Il punto è un altro: ad esempio, scoraggiare terroristicamente la provincia ad affacciarsi a Chiaia, ha fatto guasti pesanti. Un brutto errore di comunicazione: invece di una novità tutta da vivere, è passata una minaccia che ha messo la città in quarantena, separandola dal suo hinterland. Con tanti saluti al modello della “città metropolitana” che è il nostro futuro: una cecità che è persino antistorica visto che il destino di un capoluogo è saldato alla mobilità che viene dalla provincia. Che contrasto con Salerno che ha messo d’accordo ambiente ed economia e ora produce ricchezza per tutti: la città attira flussi di auto ma li organizza con grande efficienza. Risultato: il miracolo salernitano funziona e l’ambiente è protetto. A Chiaia andrebbe fatta la stessa cosa: pensate che la capacità ricettiva dei garage della zona è di circa 15mila auto al giorno, a rotazione ovviamente: un impatto sopportabile se ammortizzato da un meccanismo organizzativo virtuoso. Ma qui scatta il corto circuito: proibire è facile, poi, senza idee, crolla tutto». A chi gli chiede, poi, che ruolo avrebbe un parcheggio di 250 posti sotto piazza Vittoria (nella foto), Vernetti risponde: «Una struttura del genere risucchierebbe dalla superficie 1500 auto al giorno: tutte presenze che alimenterebbero la ristorazione, la movida, lo shopping, innescando occupazione nel terziario. Il cantiere, poi, in 18 mesi darebbe lavoro a circa 150 maestranze. Infine, il cantieramento della piazza sarebbe progressivo: con impatto ambientale azzerato e nessuna rivoluzione della viabilità». Possibile che il Comune esiti? «Mi auguro - risponde Vernetti - che ci sia un’attenta valutazione sui vantaggi dell’opera e sulle sue credenziali che, già vagliate dalla vecchia amministrazione, presentano profili tecnici e procedurali impeccabili». Certo! A patto che da qualche parte si accenda una lampadina.
 
28 maggio 2012
 
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