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Napoli Strade Sicure, il progetto Assovis
 
 
L'obiettivo dell'Associazione Vittime della Strada: ridurre l'infortunistica stradale individuando strade, orari e luoghi più pericolosi

di Espedito Pistone
 
Al bollettino di guerra degli incidenti stradali non ci si può rassegnare. La strage è quotidiana, legata soprattutto ai flussi commerciali e al pendolarismo. Settimanale, l'appuntamento con la morte è all'alba della domenica all'uscita delle discoteche. Vito Cinquegrana (da sinistra con Sergio Vetrella e Marco Mansueto) è uno di quelli che non si rassegnano. Per questo, insieme ad altri volenterosi, ha dato vita all'AssoVis, l'Assocazione Vittime Incidenti Stradali, la cui sede è a Napoli in piazza del Plebiscito. Lo aiutano, nell'impresa di sensibilizzare quante più persone possibile sui temi legati alla sicurezza stradale, Roberto Cielo e un gruppo di professionisti di varia estrazione. Medici, avvocati e tecnici che, attraverso le loro esperienze, hanno vissuto da vicino esperienze legate agli incidenti stradali e verificato i limiti strutturali e normativi e gli inadeguati strumenti di tutela a favore delle vittime. Anche se nata da poco l'AssoVis ha dato vita a un progetto ambizioso denominato Napoli Strade Sicure, per ridurre l'infortunistica stradale. Ma come? “Innanzitutto, individuando le strade, gli orari e i luoghi a maggiore incidentalità - risponde pronto Cinquegrana - Poi, distribuendo nei pronto soccorso, negli ospedali e nelle case di cura alle vittime degli incidenti stradali un questionario. Conoscere luogo e modalità del sinistro sono per noi informazioni preziosissime”. Secondo gli ultimi dati Istat-Aci-Ministerso dell'Interno disponibili, a livello nazionale il totale di incidenti (ben sopra la soglia dei duecentomila) fa segnare un modesto decremento della mortalità di poco meno del 2%. Il che significa più di quattromila morti, mentre i feriti, oltre trecentomila, sono calati appena dell’1,5%.
Il numero degli incidenti sfiora la cifra giornaliera di seicento, con 11 morti e più di ottocento feriti. Per la prima volta è stato diffuso un approfondimento per la Campania, alla cui realizzazione hanno collaborato le cinque Prefetture, che hanno sottoscritto una convenzione con l'Istat per l'utilizzo dei dati a scopo gestionale, nell'ambito delle attività degli Osservatori provinciali per il monitoraggio degli incidenti stradali determinati da eccesso di velocità. Nel 2010 si sono verificati in Campania più di 11 mila sinistri che hanno causato la morte di 250 persone e il ferimento di oltre 17 mila. Occorre sottolineare che si è registrato un decremento rispetto all'anno precedente, rispettivamente, di quasi il 6 e poco più del 4 per cento. Mentre il numero dei morti, per fortuna, ha fatto registrare un decremento di maggiore entità, superiore all'11 per cento. “Tengo a precisare - sottolinea Vito Cinquegrana - che automobilisti e pedoni non sono sufficientemente informati sulle procedure da adottare per il risarcimento dei danni, in particolar modo se si tratta di extracomunitari. La nostra missione è anche quella di aiutare chi non ha consapevolezza dei propri diritti”. I dati raccolti da Istat, Aci e Ministerso dell'Interno segnalano la diminuzione più consistente degli incidenti nella provincia di Napoli (-8%), mentre in quella di Benevento si è registrato un forte aumento (+10%). A Napoli risultano in diminuzione anche i feriti (-7%) e soprattutto i morti (-26%). Il numero dei morti è costante a Benevento, mentre è in aumento ad Avellino (+12%) e soprattutto a Salerno (+23%), dove sono leggermente diminuiti i feriti (-3%). “È chiaro - insiste Cinquegrana - che gli interventi che secondo noi vanno fatti con una certa urgenza saranno suggeriti con la necessaria energia agli organi deputati e, cioè, Comune, Provincia e Anas”. Capitolo a parte quello sulla guida in stato di ebbrezza. Secondo l'Osservatorio nazionale dell’alcol, tra quanti frequentano assiduamente i locali notturni la quota di quelli che dichiarano un comportamento di consumo a rischio è altissima. Il lavoro per l'AssoVis non manca.
 
 
30 maggio 2012
 
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