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Napoli in bici? Sì, ma occhio ai pericoli
 
 
Piloni, ponti, scale e passi carrabili minano il percorso degli appassionati su due ruote

di Espedito Pistone
 
Che qualcosa stia cambiando per davvero te lo dice Internet. Gli annunci di vendite on line di bici nuove e usate, a Napoli, sono numerosi come non lo erano mai stati in passato e aumentano ogni giorno di più. Inoltre, c'è quella promessa fatta dal sindaco Luigi De Magistris: “Entro fine luglio termineranno i lavori per una pista ciclabile straordinaria, la più bella e più lunga del Mezzogiorno che abbiamo in programma di estendere fino a San Giovanni a Teduccio” ed in effetti, con circa un milione e 200mila euro di investimento, il comune pensa ad una lingua di asfalto riservata alle due ruote che va da Bagnoli a piazza Garibaldi, per ben 20 chilometri. Il progetto, tra l'altro, prevede l’apertura dei mezzi pubblici alla bicicletta, che sarà la benvenuta a bordo e non pagherà il ticket, come già avviene sulla Linea 6 e sulla Funicolare centrale (per quest'ultima solo nei fine settimana). Il tracciato della pista è stato studiato per favorire al massimo il cosiddetto “trasporto intermodale”, intercettando il più alto numero di fermate della metro, degli autobus e dei treni, i punti di imbarco e i parcheggi comunali. Una rivoluzione copernicana per collegare la parte occidentale della città, con il lungomare, il porto, il centro antico e il terminal della stazione centrale a piazza Garibaldi. Come tutte le rivoluzioni, però, questa ha il merito di aver creato un gruppo di resistenza. I “partigiani” sono i commericanti di viale Augusto a Fuorigrotta, già provati dall'isolamento provocato dalla Ztl del lungomare, che si sono visti soffiare decine e decine di posti auto sotto il naso da quando ha aperto il cantiere per costruire la pista ciclabile. La richiesta è quella di utilizzare il parallelo viale Giulio Cesare, arteria più ampia che attualmente non prevede il parcheggio su un lato della carreggiata e conta un numero di esercizi commerciali ben più modesto. Su alcuni blog sono apparse foto a sostegno della tesi. In particolare, su pinellus.it sono evidenziati ostacoli non da poco, come piloni di ponti, scale e passi carrabili sul percorso dei temerari fautori del cycling metropolitano. Sempre on line si possono trovare ottimi consigli per riportare le “penne a casa”. Fabrizio Reale, su laboratorionapoletano.com, offre diritte e consigli per districarsi tra tunnel, binari del tram e incroci pericolosi. Da temere gli automobilisti? Nient’affatto, sono già bravi ed allenati a tenere a bada gli indisciplinati motocilcisti napoletani. Piuttosto, i pericoli maggiori arrivano dai pedoni: veri maestri del guizzo e dello scatto. Senza alcun preavviso, naturalmente e, roba da non credere, dagli appassionati di automodelli radiocomandati, usati come proiettili e che già tante vittime hanno fatto durante le belle giornate primaverili. Si denuncia, poi, la carenza di rastrelliere per parcheggiare il mezzo a due ruote. Diverse sono le iniziative di ecosport.it che ha lanciato, tra l'altro, l'idea “Napoli in bici ti conviene”, per vivere al meglio l'esperienza di ecomobilità. Chi utilizza la bicicletta per spostarsi ed andare a fare acquisti o mangiare al ristorante ottiene, infatti, uno sconto dall'esercente. In pochi giorni hanno aderito oltre duecento cittadini, numerose associazioni e un buon numero di ristoranti, molti del lungomare. Anche alcuni lidi del litorale flegreo e domizio si sono detti favorevoli alla proposta e hanno promesso sconti per l'accesso. L'inziativa ha fatto breccia anche nel cuore, nelle gambe e negli “appetiti” di alcuni artisti e sportivi napoletani. Dal comico Francesco Paolantoni al musicista Antonio Onorato, dal capitano della nazionale di pallanuoto Stefano Postiglione al campione europeo offshore Diego Testa, dai 99Posse agli organizzatori del Giro d'Italia femminile.
 
 
26 giugno 2012
 
 
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