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«Cari napoletani, sono solo». La parola al lungomare "liberato"
 
 
«Solo, desertificato e depauperato». La parola al lungomare "liberato"

Riportiamo un post del blog Napoli Punto a Capo, a firma di Fabiana Gardini, dove si ripercorrono le vicende del lungomare e della Villa Comunale dai fasti antichi fino all'odierna pedonalizzazione
Qui il testo originale coi commenti in calce
 
Pss…Psss!!! Napoletani?....Mi sentite?
 
Non posso urlare, ma cercate di ascoltarmi! Chiedo aiuto! Chi sono? Guardatemi pure; lungo,soleggiato, a volte ventilato, accompagnato sempre da una piacevole brezza marina che porta con se migliaia di invisibili gocce d’acqua di mare…..insomma!
 
Non mi riconoscete?
 
Sono il vostro lungomare! Certo in queste condizioni non mi riconoscerebbe neanche mia madre l’augustissima spiaggia di Chiaja!
 
Se ci penso mi vergogno come un ladro!
 
Mi sento come quelle bambine incantevoli nei loro lunghi boccoli cui per qualche arcana ragione, contraria a qualsiasi principio estetico, i genitori abbiano tagliato a zero le lunghe chiome, riducendo la piccolina carina e vezzosa in un povero pulcino spennato offeso nella sua dignitosa vanità.
 
Non fate finta di non capire!
 
Tanti e tanti anni fa, quando ancora la spiaggia avanzava verso la città trasformandosi in un bel giardino pieno di alberi fronzuti e vialetti da percorrere a cavallo a piedi o con le carrozze la mia antenata, “Madame la Villa di Chiaja” era conosciuta nel mondo per la piacevolezza dello stare che offriva ai suoi fruitori.
 
Certo i lazzaroni c’erano e si davano da fare anche allora, ma rientrava tutto nella caratteristica del sito che proprio per queste sue peculiarità era protagonista delle opere dei vedutisti e degli artisti che venivano fin qui per riprendere me e lo scenario che la mia bis--bisnonna , “ Nonna Villa di Chiaja” offriva loro.
 
Mia madre “la villa Comunale” si trovò maritata a papà lungomare III, e poiché i tempi erano cambiati dovette rassegnarsi a diventare meta di comuni cittadini che portavano i figli a correre in bicicletta tra gli alberi o sul mio largo marciapiede per respirare la famosa sanissima “aria di mare”.
 
I babbo Natale nei loro vestitoni rossi si facevano fotografare spalle al Vesuvio con gli adulti o i bambini che volessero un ricordo speciale del posto mentre i venditori di palloncini scatenavano le piccole bufere familiari per il possesso dell’agognato volante giocattolo.
 
All’improvviso tutto cambiò.
 
L’avvento di uno di quelli che una volta avremmo chiamato forestiero stravolse la mamma e la circondò di un orribile palificata di ferro .
 
Come le armi dei videogiochi i pali avevano la punta accuminata e luminescente e, minacciosi intimavano alla gente”alla larga!!” Ci fu anche un mago dalle incerte fortune che suggerì lo slogan” entrerai qui solo quando lo dirò io!!!” Questa insormontabile cancellata segnò il divorzio tra i miei genitori.
 
Mamma villa, ormai ridotta a cortilaccio desertificato, subì anche l’onta del suicidio delle sue palme che, per non continuare a vivere in quella brutta gabbia a punte luminose, preferirono farsi mangiare tutte dall’ignobile e cattivissimo punteruolo rosso. Mio papà si lasciò andare alle folle di forestieri urlanti ed imbrattanti soccombendo a cartacce e rifiuti di ogni genere. Si lamentava sempre del traffico , dell’affollamento, della sporcizia e dei rumori, ma non poteva sapere cosa sarebbe stato riservato alla sua discendenza.
 
Quando si dice che dopo il fondo c’è la botola!
 
Nelle auguste camere del governo cittadino un nuovo gruppo, dedito alla sistematica distruzione della città, estratto a sorte da un cilindro in cui c’erano i nomi dei peggiori nemici della città , stilò un elenco delle rimanenti bellezze di Napoli.
 
Forse, giocando sulla devastazione della Villa comunale e del suo declassamento da villa a sterrato, avrei potuto cavarmela, ma l’America puntò il dito.
 
L’Obamapresidente, ospite in città elogiò le sue bellezze e si estasiò al mio cospetto: firmò la mia condanna. Si accesero i riflettori su di me e sulla mia vitalità.
 
Il lungomare è pieno di gente? (al mattino turisti,sportivi e nullafacenti, al pomeriggio ambulanti, bambini, pensionati e gli immancabili turisti, la sera file d’auto sulla carreggiata, contrabbandieri, gelatai, giovani, donne e bambini, tutti su di me in un vociante affollamento)????
 
Sfollare!depauperare! intristire! desertificare! e poi, quando la gente comincerà a protestare, involgarire! Provincializzare! fiericizzare!!!! Detto fatto. Nel giro di qualche giorno sparirono le macchine, la gente che mentre era in fila ai semafori godeva dei miei famigerati colori, della mia brezza e si preparava ad affrontare tutto quanto una città difficile come Napoli riserva ai suoi abitanti,gli studenti che percorrevano sui pattini i miei marciapiedi per raggiungere ecologicamente l’Università…insomma tutti quelli che mi rendevano vivo si riversarono sulle strade interne rendendole infernali. Ed IO? Solo, desertificato e depauperato aspetto la domenica che qualche sparuto visitatore faccia atto di presenza per un po’ e poi si allontani.
 
Ogni tanto radunano gruppi di figuranti che fingono di far parte di una folla di invisibili e mostrano, alle telecamere di qualche televisione faccette felici e manine sventolanti .
 
In cambio dei famosi trenta secondi di notorietà sarebbero pronti a giurare di aver visto Nessie il famoso mostro del lago, che passeggiava per riprendersi dall’umido degli inverni di Lochness.
 
Che solitudine! Che noia! Ma anche se sul fondo c’è la botola, non è detto che il fondo della botola non possa sprofondare. Non mi avevano umiliato abbastanza e, temendo un mio colpo di coda, all’improvviso mi portarono ballerini, pizzaioli ed intrattenitori di livello mediocre trasformandomi nella fiera del paesello ritrovato, in funzione per qualche ora al giorno : I miei amici alberi del belvedere delle Rampe di S Antonio mi hanno fatto una foto: Il sole c’è. Ma sono triste solingo e abbandonato. Ho deciso di mettere un annuncio matrimoniale, ma temo che i cospiratori leggendolo mi presentino qualche mangiatore di spade, o qualche lungomare devastato come quello di alcuni paesi vicini . Ed allora???? Allora chiedo aiuto a voi cittadini, fate presto!
 
Fabiana Gardini
 
 
 
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