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Case, c'č la ripresa
 
 
Il mercato immobiliare riprende a respirare dopo la crisi degli ultimi due anni. Boom di compravendite in periferia

di Alvaro Mirabelli
 
Mercato immobiliare: ma a Napoli è davvero nera? Secondo la grancassa mediatica, lo scenario delle transazioni nel 2011 ha accusato sofferenze notevoli, sia pure con sfumature diverse da un’area all’altra della città. La verità invece, secondo un rapporto dell’Agenzia del Territorio e del Raggruppamento Agenti Immobiliari, è un’altra. Due gli aspetti analizzati: volume degli affari conclusi e andamento delle quotazioni. Ebbene, cifre alla mano, la crisi globale e lo spauracchio IMU non sono stati, poi, così devastanti. Innegabile il rallentamento ma, secondo gli esperti, per i partenopei il mattone resta un rifugio a prova di bomba. Lo dicono i dati, inseriti nel Rapporto, dell’Osservatorio Provinciale del Mercato Immobiliare che ha comparato le cifre del 2° semestre 2010 con quelle del 2° semestre 2011, evidenziando un incremento della compravendita di case: + 6,1 %. Percentuale che, se scorporata tra i diversi quartieri, rivela una realtà variegata di impennate e flessioni. In soldoni: maluccio i contratti nel Centro Storico (- 2,10 %) e nel Semicentro Storico (Quartieri Spagnoli, Carlo III, Sanità, Vicaria, Materdei), a gonfie vele invece in periferia (area est: Poggioreale, ex zona industriale e blocco San Giovanni, Barra, Ponticelli; area ovest: Fuorigrotta e Bagnoli; periferia nord: Camaldoli, Capodimonte, San Rocco). Dignitoso, poi, il trend nelle aree borghesi: Chiaia-Posillipo (+ 1,68 %) e Vomero (+ 4,7 %). L’inventario del business-casa in città autorizza, dunque, un moderato ottimismo per il futuro. Sul fronte delle quotazioni a metro quadro, invece, il rapporto evidenzia un assestamento dei prezzi: se infatti in periferia le valutazioni registrano una crescita certa, nel Centro Storico e nelle zone borghesi sono lievemente calate. In questo caso, però, dicono gli operatori, c’entra, soprattutto a Chiaia, una conversione dei proprietari a pretese più ragionevoli rispetto al passato: insomma un aggiustamento del prezzario, spesso sballato degli anni scorsi, più in linea col mercato reale. Tutti d’accordo, allora: che crisi e tasse si ostinino a mordere il portafoglio dei napoletani, è un dato di fatto, che il terrorismo mediatico abbia scoraggiato gli investimenti è pure innegabile, ma proprio la recessione sta dirottando i risparmi verso un bene, la casa, per natura al riparo dalle incertezze dei prodotti finanziari. «In attesa che sia sconfitto lo spread, Napoli riscopre la garanzia delle quattro mura: ora comprare conviene di nuovo. L’immobile è tuo per sempre e il valore potrà solo crescere», conferma Franco Morano (nella foto) del Gruppo Europeo Immobiliare. E aggiunge: «C’è un boom inatteso di acquisti delle case di mare o di montagna». Resta l’incognita mutui: ma in presenza di una domanda-offerta che a Napoli resta vitale, l’augurio è che il Governo spinga il comparto, alleggerendo in fretta mutui e imposte.
 
 
26 luglio 2012
 
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