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Pozzuoli, ingorgo pendolari
 
 
Giornata di ordinario caos agli imbarchi: la città s’interroga sul traffico e sull’assenza di vigili

di Rosario Scavetta
 
La stagione estiva è bella ma indubbiamente porta con sé tutta una serie di disagi, soprattutto quando i servizi per i cittadini sono carenti. A Pozzuoli, anche gli spostamenti più semplici diventano problematici e macchinosi, soprattutto a causa del traffico di pendolari da e per le isole. Così l'accesso ai traghetti diventa difficoltoso, lungo, sfiancante. Code di automobili che finiscono all'imbocco della nave ma che iniziano chilometri prima, mezzi pesanti bloccati, immobilizzati nei lunghi serpentoni, clacson, urla, nervosismo in strada. E questo ogni giorno della settimana, durante gran parte della giornata, ad ogni partenza e, seppur meno intensamente, ad ogni arrivo. Viene da pensare, che una città come questa, da sempre legata al mare e alla tradizione portuale, dovrebbe essere organizzata meglio. Non si pretende un interporto ai livelli del Molo Beverello o Civitavecchia ma, quantomeno, un minimo di razionalizzazione degli spazi. Ovviamente, le decisioni a riguardo devono essere prese dai tecnici, soprattutto nel riguardo dei cittadini che vivono e lavorano nell’area del porto, che non è certamente una zona periferica.
Il caos che si crea nei pressi degli imbarchi (vedi foto), infatti, ha ripercussioni su parte del territorio circostante, in particolar modo sul traffico generato dalla presenza di così tante vetture e mezzi pesanti in fila. Considerando che il Comune soffre già parecchio in questo periodo a causa dei numerosi ingorghi causati dal numero sempre crescente di persone alla ricerca di uno scampolo di mare dove poter rinfrescarsi (precipitandosi soprattutto nella zona balneare di Bacoli), di certo gli ingorghi in zona porto gettano benzina sul fuoco, aggravando una situazione che ha già del tragico. «Ormai mi sto abituando, è così quasi tutti i giorni - racconta Michele, in coda in auto in direzione isole - sono qui non so più da quanto tempo. Fa caldissimo, non posso permettermi l'aria condizionata: mi sono organizzato e porto con me sempre una borsa frigo con due o tre bottiglie d’acqua. Oltretutto la situazione è aggravata da chi, dietro di me, suona il clacson come se in questo modo potesse far scorrere il traffico più velocemente! Purtroppo sono obbligato, per lavoro, a fare questo tutti i giorni, o quasi, e non posso evitarlo. Naturalmente mi farebbe molto più piacere lavorare qui, sulla terraferma, evitando così queste code e questo disagio, ma qui il lavoro non c'è». Situazioni analoghe per chi, invece, non si trova in fila per l'imbarco ma è semplicemente imbottigliato nel traffico: «Pozzuoli sta diventando invivibile, ogni giorno che passa». Parola di Annamaria, madre di 32 anni: «Quando entro in macchina so già che ci dovrò passare un bel po’ di tempo, a prescindere dalla mia destinazione. Oggi non è il caso, ma generalmente ho in macchina i miei due figli piccoli e la mia più grande preoccupazione è per loro. Come ogni genitore può immaginare, costringere due bambini a restare in auto, con questo caldo, comporta diverse preoccupazioni per la loro salute. Ma cosa posso fare? Mio marito va al lavoro tutti i giorni, nel weekend è impegnato con il suo secondo lavoro (altrimenti non arriviamo a fine mese) ed io devo badare alla casa, alla spesa e al resto delle faccende. Ed ovviamente ai miei bambini. Non posso di certo lasciarli a casa e non abbiamo i soldi per poterci permettere una baby sitter. Già è tanto riuscirsi a pagare l'assicurazione e la benzina di questi tempi». «Ogni giorno c'è caos, ogni santo giorno!», esclama un anziano seduto ad un bar: «Ho quasi settantacinque anni, vedo questo quasi tutti i giorni durante 'la stagione', e ancora non ci credo. Ma i vigili dove sono?».
 
 
26 luglio 2012
 
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