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Ottaviano, la "cura" del palcoscenico
 
 
L'esperienza dell'Accademia vesuviana del Teatro spiegata dal maestro Gianni Sallustro

di Luciana Ranieri
 
Gianni Sallustro (nella foto), 41 anni: per lui il teatro è un modo di vivere. Attore per passione e vocazione da quando, appena undicenne, inseguiva già il suo sogno, percorrendo 4 chilometri a piedi per raggiungere la compagnia teatrale “Il Bagherozzo” di San Giuseppe Vesuviano. Poi, dopo il diploma al liceo classico di Ottaviano, ha continuato la collaborazione con la compagnia, lavorando contemporaneamente per alcune produzioni Rai e accumulando esperienze con grandi attori e registi. È stato al fianco di Massimo Ranieri, Marina Suma, Glauco Onorato e ha lavorato con registi del calibro di Antonio Calenda, Emma Dante, Antonio Capuano e Michele Del Grosso. La sua formazione è variegata: ha frequentato l’Accademia d’Arte Drammatica del teatro Politeama di Napoli, ha un diploma di Mimo corporeo, una qualifica da Clown Therapist ed è Maestro internazionale di Commedia dell’arte. Oggi partecipa alle tournée di Dario Fo e Antonio Fava in giro per l’Europa, ha la cattedra di Training Attoriale presso l’UPAM (Università Popolare Arte e Musical) con sede a Pompei, ed è iscritto alla facoltà di Scienze dell’Educazione e della Formazione di Chieti, con indirizzo in Management del capitale umano. Sallustro ha anche preso parte a diverse fiction come “Un posto al sole”, “La squadra”, “I Cesaroni”, “Un medico in famiglia” e “Carabinieri”. Si considera un “folle” per i suoi mille impegni, ma lo dichiara con gli occhi pieni di soddisfazione, ed è stato definito dai suoi colleghi un “pazzo napoletano modernamente arcaico”, per il suo continuo richiamo ai classici della tradizione napoletana, Scarpetta, Eduardo e Petito, con un occhio attento alla realtà moderna. Attore poliedrico, uomo dalle molteplici qualità e regista instancabile, dirige l’ Accademia Vesuviana del Teatro, da lui fondata cinque anni fa, tra non pochi pregiudizi e tabù, con sede in via Ferrovie dello Stato 85, al confine tra Ottaviano e San Gennarello. Sallustro cerca costantemente di avvicinare al teatro ragazzi di tutte le età, per permettere loro di raggiungere il proprio sogno, e si avvale della collaborazione di un team specializzato nelle diverse discipline, insegnanti di canto, danza e storia del teatro. Periodicamente si tengono in sede stage con attori come Luciana De Falco, Patrizio Rispo, Rosaria De Cicco e con alcuni produttori di Endemol. Agli allievi, circa 90, dai 6 ai 75 anni, molti dei quali abituati a lavorare sul palco e dietro le quinte, per formarli non solo come attori, ma anche come tecnici, costumisti e truccatori di scena, spesso è data la possibilità di partecipare a provini per produzioni Rai, e non sono mancate partecipazioni in diverse fiction. I corsi in accademia durano 4 anni, al termine dei quali viene rilasciato un diploma, inoltre, ogni anno gli allievi devono superare esami di improvvisazione, storia del teatro, dizione e recitazione. Nel frattempo Sallustro partecipa a stage formativi, per limare sempre più le sue conoscenze. «La recitazione deve servire per la vita - spiega il maestro -, il ragazzo timido col teatro impara a socializzare, a gestire il suo corpo e migliora come individuo. Lo studente ideale è quello volenteroso, che si mette in discussione con umiltà e rispetto per se stesso e per gli altri». La sua Accademia vesuviana del teatro accoglie anche chi ha storie difficili, difficoltà che infatti vengono brillantemente superate sul palcoscenico. Anche per il forte impegno nel sociale e la diffusione dell’arte teatrale gli è stato conferito un premio dalla Polizia di Stato. Il prossimo obiettivo di Sallustro, come lui stesso dichiara, sarà la creazione di compagnie teatrali con i suoi ragazzi. Il suo merito è infatti possedere una “chiave” speciale che gli consente di accedere alle corde più intime di ogni allievo, facendo brillare la stella di ciascuno di loro.
 
 
 
26 luglio 2012
 
 
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