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Emergenza treni, la camorra del rame
 
 
di Espedito Pistone
 
Si potrebbe chiamare la corsa all’oro rosso ed ha raggiunto in pochissimi anni dimensioni preoccupanti. Il furto del rame ha avuto una recrudescenza negli ultimi anni a mano a mano che è aumentato il prezzo della materia prima che, solo tra il 2011 e il 2012, ha avuto un’ulteriore crescita del 12%. Molto al di sopra della media storica.
«Da tempo il sindacato denuncia che non si tratta più di un fenomeno circoscritto all'attività di ladri improvvisati o di nomadi ma è riconducibile alle organizzazioni criminali che ci fanno affari d'oro». A parlare è Alberto Spoleto di Uil Trasporti Campania che, contro la sottrazione nottetempo dell'ottimo conduttore elettrico e termico, secondo solo all'argento, sta combattendo una lotta senza quartiere. «Il rame è resistente alla corrosione, robusto e flessibile e può essere riciclato al cento per cento – spiega -  senza perdere le sue capacità. Inoltre, è impermeabile ai gas, è facilmente piegabile e non invecchia se esposto alla radiazione solare».
In tutta Italia, lungo i 16.700 chilometri di rete ferroviaria nazionale, si sono verificati quasi duemila furti di rame. Di questi, ben 480 (quasi il 25 per cento, in pratica 1 su 4) sono stati rilevati dal compartimento di Polizia Ferroviaria della Campania. Il Lazio, al secondo posto, si ferma a quota 237. Nello specifico, le linee campane si sono viste trafugare ben 291mila chili di metallo, per un ammontare complessivo che supera i 2 milioni di euro. Secondo le forze dell'ordine l'area di esportazione è vastissima. Il rame è richiesto dall’Europa dell'Est, in particolare Polonia, Germania, Austria e Ungheria, e può raggiungere dall'Italia persino  la Cina e l'India.
«Ne sparisce troppo ogni giorno – insiste Spoleto – per pensare che si tratta di piccoli ladri che rubano il rame alle Ferrovie per poi rivenderlo ai grossisti a cinque euro al chilo e riciclarlo in videogiochi, telefonini di ultima generazione o nei cavi che alimentano gli impianti fotovoltaici di mezzo mondo».
A fronte dell’aumento di questa attività criminosa si è registrato un incremento nel contrasto da parte delle forze dell'ordine. Numerosi gli arresti che nella maggioranza dei casi hanno riguardato cittadini italiani, seguiti subito dopo da rumeni che, insieme, rappresentano l’85% degli autori dei furti.
«Per rafforzare la prevenzione e il contrasto di questa tipologia di reato – spiega il sindacalista della Uil - recentemente è stato firmato al Viminale il protocollo d’intesa che istituisce l’Osservatorio nazionale sui furti di rame tra il ministero dell’Interno e le Ferrovie dello Stato. Accordo che coinvolge anche l’Agenzia delle dogane, l’Enel, Telecom Italia e la Federazione nazionale delle imprese elettrotecniche ed elettroniche». I ladri di rame non causano solo danni alle linee ferroviarie della Campania ma, talvolta, mettono anche in pericolo l'incolumità dei passeggeri. «Non è la prima volta né sarà l'ultima che i cavi elettrici che alimentano i sistemi di controllo del traffico ferroviario vengono tagliati da ignoti e lasciati lungo i binari per essere trafugati in un secondo momento. L’incidente è sempre in agguato».
 
22 febbraio 2013
 
 
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