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Emergenza manutenzione: spiccioli per rattoppare le buche
 
 
di Alvaro Mirabelli
 
Come nel gioco dell’oca: un passo avanti, due indietro. Nella gestione dell’emergenza buche, il Comune, secondo gli esperti, non riesce ad azzeccarne una: già sotto accusa per il colpevole ritardo con cui ha affrontato il problema, criticata poi pesantemente per l’inefficacia dei provvedimenti assunti finora, la Giunta De Magistris non ha convinto nemmeno quando, qualche settimana fa, ha partorito una delibera, l’ultima in ordine di tempo, per gli interventi d’urgenza, stanziando 850mila euro per la manutenzione delle  strade primarie (carreggiate la cui larghezza è superiore a 8 metri) e 400mila euro per le strade secondarie, cifra quest’ultima che verrà ripartita tra le 10 municipalità cittadine, riducendosi in pratica a 40mila euro per ciascuna Municipalità. E detta così sembra facile. Ma non lo è.
A far temere una fregatura sono le premesse a monte. Un passo indietro per capire perché. Spiega Alberto Boccalatte, delegato alla Manutenzione della Municipalità 1: «Va chiarito innanzitutto che, tempo fa, il Comune ha avocato a sé la manutenzione ordinaria (cioè riparazione del manto stradale e dei marciapiedi) di tutta la viabilità principale e secondaria, assegnando poi il compito materiale di intervenire alla Napoli Servizi, società partecipata del Comune stesso: il tutto per evitare l’appalto ad una ditta esterna e quindi risparmiare. Inoltre - continua il consigliere municipale -  al Comune tocca anche provvedere alla manutenzione straordinaria (vale a dire piccoli interventi di riqualificazione) delle strade principali. La domanda è: mi chiedo come possano farcela con un budget di 850mila euro. Ed è solo l’antipasto perché il vero mistero sono i 40mila euro assegnati ad ogni singola Municipalità e che in teoria dovrebbero essere spesi nell’unica competenza che spetta alle Municipalità, e cioè la manutenzione straordinaria delle strade secondarie. E allora l’altra domanda è: come può una singola Municipalità gestire la manutenzione straordinaria delle vie secondarie, con soli 40mila euro all’anno? Basti pensare, ad esempio, che la sola prima Municipalità ha 60 chilometri di strade secondarie. Come svuotare il mare col cucchiaino». Ma c’è di più. Secondo Boccalatte la delibera offre ampio margine agli equivoci: «Già. Il provvedimento della Giunta, infatti, non chiarisce se la Municipalità è autorizzata a impiegarli nella sola manutenzione straordinaria delle strade secondarie, come da prassi, o se invece può usarli anche per la manutenzione ordinaria, vale a dire la colmatura delle buche. Siamo alle solite: è l’indeterminatezza di sempre tipica degli annunci spettacolo che innescano però problemi interpretativi tremendi e trappole burocratiche insormontabili. L’altro inghippo, infatti, è procedurale: la delibera - dettaglia Boccalatte - non spiega a noi della Municipalità come gestire operativamente la risorsa in questione. Dobbiamo bandire ex novo un appalto da 40mila euro che è francamente ridicolo, senza contare i tempi lunghissimi che ci vorranno? Oppure possiamo affidarli direttamente alla ditta che già lavora, in regime di appalto, per la stessa Municipalità, anche se tecnicamente il sistema è complesso perché servirebbe un ulteriore permesso del Comune? O, ancora, non converrebbe di più che la Municipalità stornasse i 40 mila euro alla Napoli Servizi, che già esegue i lavori di manutenzione ordinaria, limitandosi a segnalarle i punti bisognosi di intervento? Come si vede, è un labirinto e, per ora, non se ne esce». Così come sembra impossibile uscire dal caos organizzativo che impregna la macchina comunale: «In materia di comunicazione, ad esempio, - rivela Boccalatte -i corti circuiti non si contano. I paradossi sono all’ordine del giorno. Uno su tutti: l’Ufficio Tecnico della prima Municipalità segnala puntualmente alla Protezione civile la mappa dei dissesti stradali che poi viene smistata alla Napoli Servizi che ha il compito di provvedere alle riparazioni. E qui si inceppa il sistema visto che poi la Napoli Servizi dovrebbe, con altrettanto zelo, comunicarci le criticità risolte ma non lo fa. Una disfunzione che non è da poco perché mette in seria difficoltà i tecnici della Municipalità». Insomma si naviga a vista: «Tipico dello stile fallimentare e sgangherato di questa Amministrazione comunale», è l’amara conclusione di Boccalatte. 
 
17 aprile 2013
 
 
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