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IL LIBRO / Una piazza, un racconto, storie di scommettitori
 
 
di Vanessa Flaminio

“Una piazza, un racconto” (Iuppiter Edizioni) è un’antologia che raccoglie i dodici scritti, vincitori e finalisti, dell’omonimo premio letterario organizzato dalla Chiesa Evangelica Luterana di Napoli e arrivato alla sua quattordicesima edizione. Tema del concorso di quest’anno nonché filo conduttore dei racconti è “storie di scommettitori”. La XIV edizione, così come la precedente, ha visto un podio per 2/3 al femminile: il primo premio è stato assegnato ad Alessandra Pepino con “La porzione di cielo dei gabbiani”; il secondo a Domenico Sorrentino con “La botta perfetta”; il terzo a Michela Turra con “Con la dolcezza di sempre”. Novità assoluta è stata invece la preponderanza di finalisti campani che in questa edizione sono stati ben sei su dodici. Ancora una volta scrittori del nord e del sud Italia, più o meno esperti della pagina scritta, vincitori di altri concorsi letterari o alle prime esperienze, hanno dato voce all’ispirazione e spazio alla passione per la scrittura scommettendo sul proprio talento in un concorso divenuto ormai, un progetto culturale che fa dell’esaltazione del talento il suo scopo.  Notevoli i racconti che formano il volume “Una piazza, un racconto. Storie di scommettitori” che rispondono in maniera straordinaria a quelli che possono essere considerati interrogativi comuni: Qual è il significato di una scommessa? Cosa spinge l’essere umano a sfidare la dea bendata? E soprattutto, quali possono essere le conseguenze della vittoria? Nei racconti dell’antologia il mondo delle scommesse si libera del fondamentalismo etico e dei pregiudizi popolari, legandosi in maniera indissolubile ai sentimenti e alla psicologia. Un semplice gratta e vinci diventa la speranza di una vita senza solitudine (<La porzione di cielo dei gabbiani>), il passaporto per la libertà (“Con la dolcezza di sempre”). I numeri del lotto si trasformano in beni preziosi da tramandare a chi nella vita ti è stato accanto (“Una cara signora e un Santo con il naso rotto”), mezzi per realizzare un sogno (“La botta perfetta”). Nulla è ciò che sembra in questi racconti. Vittoria diventa sinonimo di distruzione (“Via Giolitti 241”), la fortuna conduce alla morte (“Talento o fortuna”) o si identifica con la vita (“Il nome tuo la luce mi schiara”). Nel descrivere questi infiniti scenari gli autori usano stili narrativi differenti e forme espressive anche opposte. Unica caratteristica comune ai racconti, oltre a un linguaggio comprensibile da un ampio pubblico, è l’originalità.

Per saperne di più sul bando della prossima edizione del concorso letterario "Una piazza, un racconto" consigliamo di cliccare http://www.lutero.org/mods.php?name=Pagine&procat=82&livello=2&procatid=44&procatid1=48

 
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