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L'INTERVISTA / Francesco de Giovanni: Baretti sì, ma non così
 

 

di Livia Iannotta

Regolamentazione del quadrilatero della movida, ripristino della vivibilità del quartiere e poi tanto turismo, cultura, valorizzazione dei beni architettonici. Restituire al quartiere il giusto appeal è il mantra di un mandato oltre che una necessità. Il neogoverno di Chiaia si è insediato da qualche mese e l’agenda del presidente della I Municipalità Francesco de Giovanni di Santa Severina, è zeppa di cose da fare. Bancario, classe ‘64, già alla Municipalità come consigliere per poi prendere il volo politico alla Provincia di Napoli come consigliere e assessore, de Giovanni prende le redini di Chiaia-Posillipo-San Ferdinando dopo i 15 anni del governo di Fabio Chiosi. E forse, mentre resta ancora nebbiosa la formazione che verrà schierata in giunta, proprio all’ex vertice della Municipalità potrebbe andare uno degli assessorati: si parla insistentemente della delega alla Manutenzione. Voci di corridoio piazzano poi nella rosa dei nomi “papabili” anche Gianluca Muscettola, a cui potrebbe essere destinato l’assessorato all’Ambiente, e Giovanna Mazzone, probabile vicepresidente con delega alle Politiche sociali. È proprio il nodo Giunta che tiene ancora in stallo l’azione governativa.
Presidente, ancora non ci sono i nomi?
«Ho già fatto le mie scelte, ma preferisco non anticiparle in via ufficiale. Per gli Affari generali ho in mente un nome che è una garanzia. Di certo posso dire che oltre alle deleghe assegnate, ne affiderò altre ad esterni. Saranno degli esperti che daranno gratuitamente il loro contributo su alcune tematiche particolari, come le Pari opportunità e la Movida». 
Qualche figura dell’associazionismo?
«Può darsi. Ho un grande rispetto per il lavoro delle associazioni civiche. Sto pensando di realizzare alla Municipalità una “Casa delle associazioni”, in cui il cittadino attivo potrà confrontarsi con me, con la Giunta e con le Commissioni per i problemi del territorio».
Quante volte si è riunito il Parlamentino di Chiaia e cosa è stato deciso?
«Vorrei prima di tutto chiarire che il numero dei Consigli non è determinante per il miglioramento della vivibilità del quartiere. 
Dopo le elezioni ci siamo riuniti ad agosto per un primo consiglio di insediamento e poi a settembre. Nell’ultimo incontro abbiamo eletto le Commissioni, tutte votate all’unanimità: sono otto più la Commissione Trasparenza che ho affidato all’opposizione, a Benedetta Sciannimanica. Per quanto riguarda i presidenti delle altre: la Commissione Ambiente è presieduta da Mimmo Addattilo, Turismo e Cultura da Iris Savastano, Attività produttive da Diego D’Alessio, Politiche giovanili da Federico Manna, Manutenzione e Urbanistica da Anna Bruno, Politiche sociali da Vito Gagliardo, Mobilità da Francesco Salerno, Scuola da Alberto Ruffolo». 
Si prepara a cinque anni alle redini di un organo che ha tra i suoi limiti maggiori il decentramento mai attuato...
«Un decentramento inattuato e inattuabile, che vedrebbe le Municipalità dotate di autonomia finanziaria. In base alla normativa che disciplina l’ente Città Metropolitana, una volta approvato lo Statuto il Comune avrebbe dovuto emanare una delibera per dotare le Municipalità di autonomia amministrativa e di un bilancio proprio, il che renderebbe le Municipalità dei piccoli Municipi, mentre il Comune perderebbe in parte potere. Chiaramente de Magistris non attuerà mai uno stravolgimento di questo tipo. Il problema è che la mancanza di autonomia finanziaria rappresenta un limite notevole nell’azione sul territorio. Ma per qualsiasi intervento sono intenzionato a dialogare con il Comune, quello che mi interessa è solo il bene del quartiere». 
Cosa intende realizzare nel corso del suo mandato?
«Oltre agli interventi urgenti, come la manutenzione delle strade, una maggiore videosorveglianza e il rilancio del commercio, in cinque anni mi prefiggo di realizzare progetti di riqualificazione di siti in abbandono o poco valorizzati. Intendo creare itinerari turistici per invogliare a scoprire i luoghi di interesse storico-culturale presenti nella Municipalità. Un mio chiodo fisso è il recupero di Pizzofalcone: è lì che è nata Napoli, c’è il suo fulcro più antico ed è una vergogna che non ci sia nulla a ricordarlo, neppure una targa. Piazzetta Marechiaro verrà sgomberata dai cassonetti e dalle auto e diventerà area pedonale. A Natale ospiterà i mercatini, durante il resto dell’anno sarà spazio per manifestazioni da realizzare in sinergia con i privati. Penso anche a San Ferdinando: i vicoletti dei Quartieri che salgono da via Roma devono diventare stradine turistiche che restituiscano il senso del folklore. Ho a cuore, poi, la riqualificazione del campetto del Molosiglio, abbandonato inutilmente e preda di chiunque da troppo tempo. Per questo ho lanciato un bando di gara, già presentato in Consiglio e votato da tutti con l’astensione dell’opposizione, destinato ai privati che lo rimettano a nuovo e lo gestiscano per 5 anni coinvolgendo scuole e associazioni con varie attività». 
Una delle questioni che a Chiaia scotta di più è quella sui baretti…
«La movida è un aspetto centrale del quartiere e ben venga che l’economia venga messa in moto e alimentata da locali e ristoranti. Ma devono regolamentarsi. Non è pensabile che in pieno centro abitato le attività possano fare schiamazzi e baccano fino all’alba disturbando in maniera insostenibile i residenti. Alcuni sono arrivati al limite, svendendo le case e andandosene. Il rispetto delle regole è fondamentale e che non si possa disturbare oltre mezzanotte e mezza non è una decisione presa dal Comune, ma ovunque riconosciuta. Se i locali vogliono restare aperti anche dopo l’orario consentito possono farlo senza problemi, ma negli ambienti al chiuso. C’è da aggiungere poi che nel weekend e soprattutto nelle ore più tarde, si crea un ambiente poco sicuro, infrequentabile. Baretti sì, ma non così». 
In ogni caso sembra che la zona sia abbastanza controllata dalle Forze dell’ordine.
«Sì, sono stati intensificati i controlli dopo gli svariati episodi di violenza accaduti in zona baretti e per prevenire altri incidenti».
E per quanto riguarda il problema dei parcheggiatori abusivi?
«Anche in questo caso c’è da regolamentare. L’obiettivo è riprendersi la città metro dopo metro, un passo alla volta». 
Sui mercatini natalizi può già dirci qualcosa?
«La mia idea è quella di riempire il quartiere di mercatini. Casette in legno tutte uguali nell’estetica ma differenziate a seconda della varietà merceologica, sempre in linea con la finezza del quartiere. Tengo a dire che, grazie anche alla spinta del presidente della Commissione Attività produttive Diego D’Alessio, stiamo cercando di organizzare un Natale che possa piacere sia ai residenti che ai turisti. Tra i luoghi in cui verranno posizionati i mercatini: i giardini del Molosiglio, piazzetta Marechiaro, via Santa Lucia, largo Sermoneta, piazza San Pasquale, piazza Mercadante, piazza Salvatore di Giacomo, via Galiani». 
La Villa Comunale intanto sprofonda nel degrado...
«Le condizioni della Villa sono imbarazzanti e vergognose. Dobbiamo agire per riportare il giardino borbonico alla sua bellezza originaria. Mi batterò per questo. È impensabile, ad esempio, che ci sia un solo addetto alla pulizia. Da parte della gente, comunque, c’è la voglia di fare qualcosa di utile per il territorio e io mi avvarrò di queste volontarie “sentinelle dell’ambiente” per recuperare i luoghi sfregiati della Municipalità».
A Chiaia, e in generale a Napoli, manca una corretta segnaletica turistica.
«È un problema evidente, già più volte segnalatomi. Purtroppo non posso autorizzare alcun intervento, in quanto la Municipalità ha competenza solo sulle strade secondarie. E ovviamente non ha senso se non si interviene in maniera globale».
25 ottobre 2016 - chiaia magazine
 
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di Livia Iannotta

Regolamentazione del quadrilatero della movida, ripristino della
 
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