IUPPITER GROUP | MEDIA • IuppiterNews • Iuppiter TV • Chiaia Magazine • La rivista del mare | LIBRI • Catalogo • Store
home | quelli di chiaia | S.O.S. chiaia | archivio numeri | news | primo piano | sollecitazioni | quartierissime | grande napoli | mobilità | banconote | saper vivere | movida
     
 
 
LA CAMPAGNA / REGOLE SALVAVITA CONTRO I BOTTI DI FINE ANNO
 

 

di Mariano Marmo

Nell’ottica di contribuire a prevenire la scellerata guerra dei botti di Capodanno, anche questo dicembre Chiaia Magazine lancia la campagna social «Che la festa non finisca in cenere», volta a sensibilizzare la città sul problema della «frenesia pirotecnica» che infiamma e sconvolge Napoli, puntuale, all’alba di ogni nuovo anno. In questi anni, attraverso numerose iniziative come la diffusione di video anti-botti e adesivi con lo slogan «A Capodanno brinda, ma non saltare in aria», Chiaia Magazine ha ritenuto di primaria importanza informare sui pericoli dei fuochi legali e illegali e fornire le regole per far sì che il divertimento non si trasformi in tragedia. Pubblichiamo l’articolo curato da Mariano Marmo, responsabile del Piano di Prevenzione lesioni da esplosione A.O.R.N. A. Cardarelli di Napoli, che da sempre è in prima linea contro la follia pirica dell’ultimo dell’anno. Da leggere e condividere il vademecum, utile a piccoli e grandi, per evitare rischi e spiacevoli sorprese.
Ogni anno, in occasione della notte di S. Silvestro, si consuma  il rito effimero di “festeggiare” l’inizio del nuovo anno facendo esplodere tonnellate di materiale pirotecnico. Quello dei botti clandestini è un giro d’affari che in Italia vanta un fatturato di oltre 40 milioni di euro. E che fa registrare, nei giorni di fine anno, una media di 700-900 feriti di gravità variabile e non sono rari i decessi. Oltre ai casi clinici rappresentati da pazienti con patologie cardio-respiratorie che affluiscono al pronto soccorso per l’inalazione passiva di esalazioni di zolfo combusto, vi sono le conseguenze più varie delle esplosioni e delle ustioni sull’uomo. Dal 1995, un gruppo di anestesisti-rianimatori dell’A.O.R.N. “A. Cardarelli” iniziò, per primo, una campagna dissuasiva rivolta al pubblico che aveva accesso all’ospedale. L’anno successivo il piano di prevenzione fu rivolto alle scuole dei quartieri che avevano registrato il maggior numero di feriti tra la popolazione infantile. Dal 2000, l’iniziativa fu amplificata con la presenza dei Nuclei degli Artificieri dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato. Dal 1995 al 2015 sono state visitate più volte, oltre 130 scuole medie dei quartieri più colpiti da questa deteriore tradizione con un coinvolgimento di una popolazione studentesca di 80000 unità. L’impatto emotivo degli studenti è stato uniforme. I risultati ottenuti durante questi anni di attività di prevenzione presso le scuole cittadine, e alcune della provincia di Napoli, hanno determinato una tangibile flessione del numero dei feriti nella popolazione adulta ed infantile.
Regole salvavita. Ma cosa fare in concreto per non “saltare in aria”? Ecco una lista di semplici ma preziosi consigli, per grandi e piccini.
1. Non permettere ai bambini più piccoli di giocare con fuochi d’artificio. La stellina di Natale, considerata innocua, brucia a 300 gradi e oltre a procurare lesioni da contatto può incendiare abiti o tendaggi. 
2. Non permettere ai bambini più grandi di correre mentre giocano con i fuochi in mano.
3. Accendere i fuochi d’artificio in un’area aperta lontano da materiale infiammabile (depositi di combustibile o scatole con il resto dei fuochi).
4. Tenere a portata di mano un secchio d’acqua per l’emergenza e per spegnere i fuochi mal funzionanti.
5. Impedire in ogni modo che i bambini raccolgano fuochi trovati in strada nei giorni successivi alla notte del 31/12. 
6. Non tentare di riaccendere i fuochi mal funzionanti: immergili, per un po’ di tempo, per renderli innocui.
7. Non accendere i petardi in contenitori di vetro o di metallo, perché si frantumano in pericolose schegge. 
8. Rafforzare la proibizione della vendita di fuochi illegali: cipolle, tric trac, rendini ecc.
9. Ripulire le strade la mattina presto del primo dell’anno da resti dello “sparo” di mezzanotte. 
14 dicembre 2016 - Chiaia Magazine
 
Indietro
 

 

di Mariano Marmo

Nell’ottica di contribuire a prevenire la scellerata guerra dei bo
 
© 2005 - 2017 chiaiamagazine.it | tutti i diritti sono riservati | edizione Iuppiter Group | P.IVA IT07969430631