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LA DISGIUNTA DI CHIAIA / De Giovanni vara la giunta. Ed ├Ę polemica
 

 

di PINO FERMENTO E LIVIA IANNOTTA

Nove mesi per formare una giunta che non piace a nessuno. Né alla maggioranza, né all’opposizione, né allo stesso presidente della Prima Municipalità Francesco de Giovanni di Santa Severina che, dopo un’estate, un autunno e un Natale, si è trovato nel mese di Carnevale a dover fare i conti con gli scherzi e le maschere della politica. 
Bancario, classe ‘64, già alla Municipalità come consigliere per poi spiccare il volo politico alla Provincia di Napoli come consigliere e assessore nominato da Luigi Cesaro, de Giovanni ha preso il timone di Chiaia-Posillipo-San Ferdinando, dopo i 15 anni del governo di Fabio Chiosi, eletto con oltre 13mila voti, a capo di una coalizione formata da Forza Italia e le liste civiche Prima Napoli, Giovanni in Corsa, Fare Città, Napoli Capitale e De Giovanni Presidente. Se sono state subito chiare le linee guida del programma di governo di de Giovanni - regolamentazione della movida, ripristino della vivibilità del territorio, manutenzione delle strade, recupero di Pizzofalcone e un occhio di riguardo alla sicurezza, al turismo e alla valorizzazione dei beni archiettonici - è apparso altrettanto chiaro, sin dalla prima ora, lo scoglio per la formazione della giunta che, con il passar dei mesi, tra imposizioni di partito, desideri di autonomia decisionale e motivate aspettative di alcuni consiglieri, ha assunto le dimensioni di un iceberg. 
I nomi della nuova giunta municipale, nata dopo una lunga e tribolata gestazione, sono: Giovanna Mazzone, vicepresidente con deleghe alla Sanità, ai Rapporti con il consiglio e al Lavoro delle commissioni; Fabio Chiosi, assessore con delega agli Affari generali; Manfredi Nappi, assessore con delega al Decentramento amministrativo; Alessandro Librino, assessore con delega ai Fondi comunitari. Una compagine smaccatamente targata Forza Italia (4 su 4), in cui non è entrato un solo consigliere di area non forzista. De Giovanni si è trovato, quindi, alla resa dei conti, a «subire» una squadra di governo che rispecchia a metà quella che aveva in mente. Se i nomi della Mazzone e dell’ex presidente Chiosi - quest’ultimo grande conoscitore della macchina amministrativa - mettono quasi tutti d’accordo, è sulle nomine di Nappi e Librino che si è spaccata la maggioranza. Il primo, avvocato amministrativista salito agli onori della cronaca per le battaglie civiche - ricordiamo quella sulla “malagestione” della Coppa America - e per l’esclusione dall’ultima competizione elettorale al Comune per un contestata imperfezione burocratica, è in quota all’europarlamentare Fulvio Martusciello; il secondo, avvocato e già consigliere municipale, è vicino al consigliere comunale Stanislao Lanzotti. C’era chi, per l’ottimo risultato conseguito nell’ultima tornata elettorale si aspettava di entrare in giunta, come ad esempio Gianluca Muscettola, avvocato alla terza consiliatura della Prima Municipalità, che è stato il più votato della lista De Giovanni Presidente. 
Scorrendo  i mandati affidati da de Giovanni agli assessori, c’è chi nutre il sospetto che il presidente, costretto a ingoiare il rospo di nomine non gradite, abbia voluto depotenziare l’azione della sua squadra di governo, distribuendo deleghe senza peso e non centrali  per la Municipalità. Fatto sta che quella che doveva essere una giunta si è trasformata in una «disgiunta». A provarlo è ciò che è accaduto il 22 febbraio scorso, quando il consiglio di Municipalità è andato deserto per mancanza del numero legale: quasi tutti i componenti della maggioranza non si sono presentati ad un’assemblea convocata dal presidente a due giorni dalla nomina degli assessori. 
«L’assenza dei consiglieri di maggioranza - sostiene Claudio Cicatiello, consigliere di centrosinistra - credo che nasca da una non condivisione delle scelte di de Giovanni. Osserviamo con sconcerto che i nominati non godono della simpatia del gruppo consiliare di maggioranza. Io non li conosco, non posso giudicarne il lavoro, mi sento però di dire che siamo qui da giugno e a quanto pare ancora non riusciamo a raggiungere la piena operatività. Come gruppo Pd - prosegue Cicatiello - abbiamo chiesto al centrodestra un patto su diversi argomenti importanti tra cui la riapertura del mercato di Sant’Anna di Palazzo, la conclusione dell’ascensore di Chiaia, la riapertura di un ufficio della Municipalità a Posillipo. Di questo ci interessa, il resto sono chiacchiere». Rincara la dose sul nodo giunta Marco Cocifoglia, consigliere Dema: «Purtroppo questi nomi, che giungono tardivi, non accontentano neanche la maggioranza, nonostante avrebbero dovuto essere espressione della volontà del presidente. Noi siamo all’opposizione, più di tanto non possiamo fare, né abbiamo avuto modo di interloquire col presidente sulla questione. Le sue sono state delle scelte squisitamente politiche e con evidenza gli sono state imposte dall’alto. Probabilmente de Giovanni non è riuscito a nominare le persone che avrebbe voluto, ed evidentemente le manovre politiche hanno avuto l’effetto di sposare le nomine su altri candidati. Tra l’altro nel consiglio saltato per mancanza del numero legale era prevista l’approvazione di un ordine del giorno sulla ricognizione dei debiti fuori bilancio, delibera che doveva pervenire con urgenza a Palazzo San Giacomo e che non è stato possibile approvare. Quindi - sottolinea con forza Cocifoglia - ci sono degli atti di irresponsabilità istituzionale palese: per delle beghe politiche interne della maggioranza saltano approvazioni essenziali per l’attività amministrativa comunale». Piovono critiche al presidente anche dai banchi della maggioranza. Vito Gagliardo, eletto nella lista De Giovanni Presidente, non nasconde il suo disappunto per il metodo adottato nel formare la giunta: «Il presidente ha alle spalle un consiglio che sta lavorando bene, con delle commissioni molto presenti sul territorio negli specifici settori di competenza. Ho potuto appurare, come presidente della commissione alle Politiche sociali che si respira un’aria nuova. Alla luce di ciò, io e più di un consigliere siamo rimasti stupiti del fatto che non si siano riusciti a trovare per la giunta dei nomi validi nell’ambito del consiglio. Non condivido le scelte del presidente, nonostante io sia stato eletto nella sua lista che, lo ricordo, non era strettamente legata al partito ma si configurava come un movimento civico, teso a rappresentare un clima generale di rinnovamento. Ci sono ottime risorse in campo, che si sono dedicate al territorio e che si sono candidate per concretizzare un senso di rinnovamento. Se si lavora e lo si fa bene, con entusiasmo e voglia di cambiamento, quanto accaduto - rimarca Gagliardo - è da interpretare come un mancato riconoscimento del nostro impegno. Per quanto riguarda la non partecipazione al consiglio del 22 febbraio, non c’è stato un ordine di scuderia. Certo, il fatto che ci siano state molte assenze fa pensare che molti, come me, non abbiano condiviso le scelte del presidente». 
«La nomina degli assessori dovrebbe avvenire in maniera meritocratica - incalza Anna Bruno, presidente della commissione Manutenzione e Urbanistica, eletta nella lista De Giovanni Presidente -. Non è pensabile dare l’incarico a chi non ha contribuito alla vittoria del centrodestra e non si è messo in gioco nella competizione elettorale. Per alcuni, peraltro, non c’è nemmeno un’esperienza politica alle spalle che giustifichi la scelta. Nulla di personale nei confronti degli assessori nominati, ma la mia lista è stata decisiva per decretare la vittoria del centrodestra a Chiaia e sarebbe stato giusto che il gruppo avesse potuto esprimere un assessore, individuato nella persona di Gianluca Muscettola, che forte di un’esperienza più che decennale in Municipalità e avendo attenuto circa 600 voti alle elezioni, sarebbe stata la persona più adatta per un ruolo in giunta. Credo, quindi, che Forza Italia debba rivedere la sua posizione, dando al presidente la facoltà di esercitare liberamente il suo potere di nomina e scegliere le persone più affini a lui, al fine di poter lavorare al meglio sul territorio». 
Una giunta «non classificata» e un presidente non libero: questa l’estrema sintesi di Benedetta Sciannimanica - 38 anni, laureata in giurisprudenza, a capo dell’opposizione nella Prima Municipalità - sulle nomine degli assessori da parte del presidente de Giovanni. Sostenuta nell’ultima sfida elettorale dalle liste De Magistris sindaco, Bene Comune con de Magistris, Napoli in Comune a Sinistra, La Città con de Magistris, Verdi, Dema, la Sciannimanica, che ha ottenuto a Chiaia-San Ferdinando Posillipo oltre 10mila voti, va giù pesante sul consiglio saltato il 22 febbraio scorso: « Quello che è accaduto è indice di un lavoro fatto male: de Giovanni ha dimostrato ancora una volta di non essere in grado di gestire la Municipalità. Se di fronte al completamento della giunta la sua maggioranza diserta vuol dire che il presidente ha fatto delle scelte sbagliate o, comunque, che queste non sono condivise. È la seconda volta che non si raggiunge il numero legale in consiglio, dopo una prima a dicembre. Stavolta non sappiamo se è stata una decisione presa a tavolino di concerto con il presidente, un modo per manifestare una difficoltà nei confronti del partito per la nomina degli assessori, o meno. Ricordo, poi, - prosegue la Sciannimanica - che gli assessori di una giunta municipale non hanno le stesse deleghe di un assessore comunale, sono dei consiglieri particolari del presidente, che non possono fare delle delibere autonome. Si presuppone, quindi, che il presidente abbia tutta la libertà di scegliere delle persone con cui è in sintonia. Il fatto che dopo nove mesi nessuno sia contento delle sue nomine vuol dire che è soggetto a delle logiche di partito che lo tengono con le mani legate». Sul concetto di presidente manovrato, la Sciannimanica si dice preoccupata: «De Giovanni non è un presidente libero. Alla Municipalità ci si preoccupa soltanto di risolvere le beghe politiche. Chiediamo un’assunzione di responsabilità da parte del presidente e se non si sente in grado di continuare si può dimettere. Anzi, senza dubbio farebbe più bella figura». E nel sottolineare l’inefficacia governativa di de Giovanni, la Sciannimanica, è rassicurata solo dalla presenza, nella nuova giunta, di Fabio Chiosi, ex presidente della Municipalità: «Chiosi ci fa sperare che, almeno nel quotidiano, ci sia un governo concreto da parte di qualcuno che ne ha cognizione di causa. Chiosi negli ultimi anni ha mostrato un rallentamento dell’attenzione verso la Municipalità, ma meglio così rispetto a lasciare la Municipalità allo sbando, in mano a chi non sa gestirla. Gli altri sono da scoprire, non hanno ancora avuto modo di confrontarsi con i consiglieri. Non ho pregiudizi, non spetta a me stabilire se quei nomi sono validi o meno. Posso giudicare solo i fatti, ma qui a quanto pare ancora non se ne vedono. Questa giunta - sentenzia la Sciannimanica - è “non classificata”. Come uno scolaro che non si è presentato all’interrogazione».
chiaia magazine - 9 marzo 2017
 
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