IUPPITER GROUP | MEDIA • IuppiterNews • Iuppiter TV • Chiaia Magazine • La rivista del mare | LIBRI • Catalogo • Store
home | quelli di chiaia | S.O.S. chiaia | archivio numeri | news | primo piano | sollecitazioni | quartierissime | grande napoli | mobilità | banconote | saper vivere | movida
     
 
 
CINEMA E CULTURA / Enzo Cannavale ha la sua libreria
 

 

di LAURA COCOZZA

Centinaia di sceneggiature, copioni, manoscritti. E poi antologie e riviste periodiche in copie originali: in tutto cinquemila volumi sul cinema e il teatro del Sud, a partire dal ‘700, messi a disposizione di appassionati, universitari e studiosi. È il patrimonio artistico che Enzo Cannavale, l’attore napoletano scomparso nel 2011, ha conservato e raccolto gelosamente e che dal 9 marzo scorso è diventato il nucleo originario della “Libreria del cinema e del teatro Napoli” che i figli Alessandro, Andrea e Gabriella hanno voluto dedicare al padre. Sarà consultabile presso la Run Film, società di produzione cinematografica che fa capo agli uomini di casa, in via Del Parco Margherita. Nello straordinario archivio, curato e catalogato da Giulio Adinolfi, spiccano le sceneggiature che raccontano la storia artistica di Cannavale: da “Nuovo cinema Paradiso” di Giuseppe Tornatore a “Le vie del Signore sono finite” di Massimo Troisi; da “32 dicembre” di Luciano De Crescenzo a “Pacco, doppio pacco e contropaccotto”, di Nanni Loy. E poi la saga di “Piedone l'africano” con Bud Spencer, “Amici miei - atto III” e gli script della commedia sexy anni ‘70. Ma ci sono anche manoscritti antichissimi come quelli di Raffaele Viviani, Eduardo Scarpetta e Antonio Petito. Proprio a proposito di un copione manoscritto di Petito, Andrea ricorda: «Avevo sei o sette anni e camminando con papà per via Toledo, gli chiesi di comprarmi le caldarroste. Ci avvicinammo al venditore e mio padre vide che i “cuoppi” preparati per vendere le castagne erano fatti con le pagine di un copione di Petito, che giaceva accanto. Di fronte alla noncuranza dell’ambulante, papà andò subito a comprare due giornali in edicola e li scambiò con i “cuoppi” e il copione». Alessandro, invece, rivela quanto il padre ci tenesse a quei volumi: «Prima di morire mi raccomandò di fare estrema attenzione alla sua collezione, soprattutto alle storie dei film in cui aveva recitato lungo cinquant'anni di carriera». Un patrimonio che vuole crescere, con l’apporto di chiunque vorrà donare il proprio materiale.
chiaia magazine - 9 marzo 2017
 
Indietro
 
 
© 2005 - 2017 chiaiamagazine.it | tutti i diritti sono riservati | edizione Iuppiter Group | P.IVA IT07969430631