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TEATRO / NASZA KLASA, AMICI CRUDELI
 

 

di LIDIA GIRARDI

Massimiliano Rossi (nella foto in basso) arriva all’appuntamento completamente bagnato, sfidando una pioggia seccante di un cupo tardo pomeriggio di sabato. Gli attori lo stavano aspettando e di lì a poco metteranno in scena, ancora una volta, «Nasza Klasa», a La Giostra, lo spazio teatrale a ridosso di via Toledo. Avevo letto le tante info presenti sul sito di questo spettacolo, nel curato ordine in cui sono state organizzate. Eppure la mia chiacchierata con Rossi, apre la mia mente e accende la mia curiosità, e così il giorno dopo, in un’insolita pomeridiana domenicale delle 19, vado a vederlo. Poco meno di due ore, di cui lo spettatore non si accorge, rapito com'è da quel vortice di dialoghi, movimenti e tensione. Ma andiamo con ordine: qualche anno fa un professore universitario chiamato Jan Gross riporta alla luce una storia crudele e inumana avvenuta, nel corso della seconda guerra mondiale, in un piccolo paese polacco. Qui furono uccisi 1600 ebrei, abitanti di quella stessa cittadina. Furono uccisi per mano dei propri amici, dei propri vicini di casa, dei propri compagni di classe. Non l'ennesimo efferato crimine dei nazisti, ma una sorta di moderno fratricidio in cui il proprio compagno di banco diventa il nemico da combattere, da stuprare, da umiliare. Da uccidere. Questa pagina strappata dai libri di storia e gettata nella speranza che il vento se la sia portata via, arriva nella mani del drammaturgo Tadeusz Slobodzianek che ne ricava un testo teatrale denso, straziante, avvilente e crudo. Esattamente come i fatti che ripercorre. Smuove la coscienze mondiali e chiede di far conoscere a tutto il mondo la storia di quel piccolo paese in cui tutti gli ebrei presenti morirono in un rogo appiccato in un granaio, e in cui fu affissa una falsa lapide per denunciare la furia nazista. Massimiliano Rossi, convinto che la propria città, Napoli, sia ancora centro di propulsione culturale che necessita di non perdere questo ruolo, raccoglie l'invito di questa nuova frontiera della drammaturgia contemporanea e mette in scena «Nasza Klasa - La nostra classe» (nella traduzione di Alessandro Amenta e con la collaborazione di David Power). Affronta il testo così come gli è stato “prestato” lasciando a quei carnefici della porta accanto il giudizio dello spettatore. La sua regia permea completamente la messa in scena e non la intralcia, così come la scenografia, le luci e le musiche, essenziali e allusive. Un corridoio di banchi si propaga dal pubblico e culmina in un arco, evocativo e irreale, in cui campeggiano tutti i simboli, sacri e politici, che in quegli anni neri decisero il corso degli eventi: la svastica, la croce, la falce e il martello e la stella di David. In questa classe immateriale siedono dei ragazzi (interpretati da Angela Rosa D’Auria, Cinzia Annunziata, Margherita Romeo, Giulia De Pascale, Antonio Clemente, Marco Aspride, Raffaele Ausiello, David Power, Giuseppe Fiscariello, Nello Provenzano e Peppe Villa - nella foto in alto) che lasceremo adulti, macchiati di insostenibili colpe o divenuti moderni martiri di un'umanità che non merita questo nome. Non c'è niente che gira sulla scena, è tutto onomatopeico, i gesti degli attori, che si offrono completamente alle parti, creano una tensione narrativa che non conosce interruzioni né cali, entrando negli occhi di chi guarda con la durezza di un racconto regalato all'oblio delle coscienze. In un’era funesta in cui il presidente della nazione più composita che possa esistere, Trump, mina la geografia del mondo e il suo assetto e in cui si insinua, anche nel nostro Paese, la stravolta convinzione che il diverso, nel suo credo o per la sua provenienza, sia il nemico da allontanare, un’opera come quella messa in scena da Rossi (fresco di nomination al David di Donatello come miglior attore non protagonista di “Indivisibili” di De Angelis) assume un significato necessario nel nostro agire di esseri umani.

 chiaia magazine - 9 marzo 2017

 
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di LIDIA GIRARDI

Massimiliano Rossi (nella foto in basso) arriva all’appuntamento completamen

 
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