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L'INTERVISTA / Francesco de Giovanni: Nodo Movida, il Comune se ne frega
 

 

di LIVIA IANNOTTA

«L’unica cosa che mi sta a cuore è il territorio. Io penso ad amministrare, mentre a Napoli abbiamo un sindaco che a quanto pare pensa solo a racimolare voti». La stoccata arriva repentina, già alla prima domanda. Francesco de Giovanni di Santa Severina, presidente della I Municipalità, attacca Palazzo San Giacomo in un’intervista fiume sui punti nevralgici di Chiaia, Posillipo, San Ferdinando. A rompere gli argini la querelle movida: «Invece di emettere un’ordinanza, de Magistris ha preferito fare un “patto” con i baretti».
Partiamo dalla cronaca… Chiaia finisce sulle pagine dei giornali per una movida sempre più violenta. Qual è la soluzione?
«La verità è che il Comune non vuole risolvere il problema. Se ne frega. Personalmente non sono contrario ai baretti né si può pensare di estirparli dal quartiere. Ma la movida selvaggia non può più esistere, in nessuna parte della città. Bisogna quindi trovare un punto d’incontro, che di fatto già c’è: la proposta, accolta dai gestori dei locali, è di stabilire la chiusura alle 2:00. È vero che i baretti perderebbero una fetta di clientela, ma dall’altro lato si scoraggerebbe il malavitoso a venire a Chiaia e si eviterebbero litigi con i residenti. Ovviamente non può essere solo Chiaia ad adottare una decisione di questo tipo, altrimenti i clienti migrerebbero in altre zone di Napoli, con conseguente perdita di appeal del quartiere. Ma il Comune, furbescamente, invece di emettere un’ordinanza, ha stretto un “patto” tra baretti e residenti che però - ironia della sorte - all’incontro non sono proprio stati convocati». 
Un patto?
«Proprio così, un patto, un accordo. Ben diverso da un’ordinanza, che di per sé non può essere violata». 
Il contenuto? 
«La gestione consapevole della movida. Insomma, è chiaro che il Comune non ha avuto il coraggio di prendere iniziative risolutive. Il problema è che abbiamo un’amministrazione guidata da un sindaco che anziché amministrare la città pensa a raccogliere voti, coprendo le negatività e sbandierando a destra e a manca i primati di Napoli. Un sindaco da strette di mano e comparse ad eventi, distratto rispetto a ciò che accade in città o in Consiglio. Io sono di un’altra scuola, più che partecipare alle manifestazioni preferisco cercare di risolvere i problemi». 
Intanto le strade sono sporche, mucchi di immondizia fanno bella mostra un po’ ovunque e l’invasione delle blatte sembra essere ripartita. Via Cappella Vecchia ne è un esempio…
«A gennaio ho fatto un sopralluogo a Cappella Vecchia insieme all’allora responsabile dell’Asia, ci era stata segnalata una situazione di emergenza con una sorta di discarica a cielo aperto. Ed effettivamente è così. Ma c’è anche da dire che a prima mattina i cassonetti erano già stracolmi: chiunque passa sversa lì i sacchetti. Il problema è quindi anche l’inciviltà della gente. Noi abbiamo stretto un accordo per far partire la differenziata porta a porta con un progetto finanziato dal Comune (non avendo noi autonomia in questo campo) a cui sono già stati chiesti i fondi, inizialmente per Cappella Vecchia, a seguire per San Pasquale e via Carducci. I cassonetti scompariranno».
Anche a livello politico la Municipalità di Chiaia ha attraversato delle “turbolenze”. L’hanno accusata di essere un presidente con le mani legate, qualche esponente dell’opposizione ha bollato la sua giunta come «non classificata».
«Voglio ricordare che l’assessore di Municipalità è solo un consulente del presidente, ben diverso dall’assessore comunale che è un delegato del sindaco in quella materia, fa le sue veci in tutto e per tutto. All’opposizione do il peso che merita. C’è chi lavora e ha un atteggiamento propositivo, ma c’è anche chi non lo fa. Prendo in considerazione chi ha proposte concrete e interessanti, io dal canto mio preferisco amministrare anziché stare dietro a chiacchiere inutili. Pensassero piuttosto ai problemi del loro schieramento al Comune, alla giunta e ai continui rimpasti. Tanto per fare un esempio: l’ordine del giorno per la richiesta dei fondi per la riqualificazione di Piazza Salvatore Di Giacomo è stato approvato in Parlamentino dalla sola maggioranza, l’opposizione ha votato compatta per il “no”. Per la riqualificazione della piazza abbiamo appena avuto 60mila euro, più 40mila per Sant’Anna di Palazzo». 
Tra i punti strategici del suo programma ci sono la cultura e il turismo. Come vi state muovendo in questo senso?
«Iris Savastano, a capo della commissione Cultura e Turismo, ha strutturato un piano per il turismo, una sorta di cartellone con gli itinerari turistici del territorio. Manifesti e locandine sono ovunque, grazie anche alla rete di distribuzione di Federalberghi, per garantire ai turisti una chiara informazione». 
Intanto avete appena portato a segno quella che era diventata una vera e propria battaglia: l’eliminazione del sampietrino lungo la Riviera.
«I sampietrini verranno sostituiti con un asfalto drenante e fonoassorbente su modello di via Tasso. Ci siamo riusciti dopo una raccolta firme, un’alta attenzione mediatica e col sostegno dei comitati. La cantierizzazione è partita il 26 giugno, l’inizio lavori è per il 7 luglio. Il sampietrino verrà mantenuto solo in corrispondenza degli attraversamenti pedonali, in modo da dissuadere le alte velocità e mantenere un legame con la “storia” della strada». 
29 giugno 2017
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