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Bon ton /COME STARE A TAVOLA A NATALE
 

 

di LAURA COCOZZA

Diciamoci la verità: a parte rare eccezioni, pranzi e cene natalizi sono prove di convivenza forzata. I parenti non li scegliamo ma inevitabilmente una volta l’anno li ritroveremo tutti riuniti intorno alla tavola di Natale. Inutile cercare di ricucire rapporti umani in una sera, se non si sono avuti contatti con qualcuno durante tutto l’anno, una ragione ci sarà pure. Inopportune anche le rese dei conti. L’unica strada è attenersi alle buone maniere e privilegiare l’armonia comune, anche per rispettare chi ospita. Per onorare il Natale il Galateo diventa quindi il nostro miglior alleato. A cominciare dalla disposizione della tavola. I sottopiatti, ad esempio, sono fondamentali, perché delimitano lo spazio di movimento tra un commensale e l’altro. Come pure i segnaposti, che evitano imbarazzanti “prese di posizioni”: spetterà alla padrona di casa sistemare “tu sai chi” in un posto neutrale, magari vicino alla nonna un po’ sorda, e tenere distanti le persone tra cui sa esserci qualche dissapore. Senza dimenticare che di norma i due padroni di casa si siedono a capotavola e che è opportuno alternare uomo e donna, non mettere di fianco i coniugi e far sedere l’ospite maschile più importante della serata alla destra della padrona di casa e la donna più importante alla destra del padrone di casa. 
Altro dettaglio fondamentale: i salini. Ogni commensale deve avere il suo, onde evitare la possibile richiesta, a squarciagola per superare il brusio delle conversazioni, “mi passi il saleee?”, e i probabili disastri nel passaggio della saliera, come la bruciatura dell’abito sulle candele del centrotavola o la caduta accidentale di bicchieri di vino sulla tovaglia. Stessa regola per il pane. 
A proposito di bicchieri e posate, non è detto che debbano essere sistemati a tavola tutti quelli necessari, ma è meglio cambiarli durante il convivio. E il centrotavola non deve mai coprire la visuale di chi siede di fronte, per cui va sviluppato in lunghezza e mai in altezza. Per quanto riguarda il servizio, la prima regola è che, a parte l'antipasto cucinato (non gli affettati) e il dolce, che possono essere già nel piatto, le altre pietanze si servono al tavolo. Va benissimo alla francese: ciascuno prende da solo. In tal caso, le pietanze vanno porte da sinistra, mai da donna a uomo. 

Dopo essersi servita, la signora appoggia il piatto di portata sul tavolo e cede il turno al suo vicino. Ricordate che un galantuomo non dovrebbe mai permettere che una signora si versi da bere, a maggior ragione se si tratta del vino, e che di zuppa, formaggio e frutta non si chiede il bis. Nello sbarazzo, mai fare la pila dei piatti accumulando tutti gli avanzi su uno. Per facilitare la logistica, si possono mettere due carrelli ai lati corti del tavolo, dove appoggiare pane e bottiglie durante il pranzo, e i piatti usati al cambio di portata. Infine, capitolo conversazioni: è buona norma non parlare di politica né di religione, lasciateli ai talk show.

4 dicembre 2017 - chiaiamagazine
 
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