IUPPITER GROUP | MEDIA • IuppiterNews • Iuppiter TV • Chiaia Magazine • La rivista del mare | LIBRI • Catalogo • Store
home | quelli di chiaia | S.O.S. chiaia | archivio numeri | news | primo piano | sollecitazioni | quartierissime | grande napoli | mobilità | banconote | saper vivere | movida
     
 
 
IL CASO / 13 milioni per la dittatura del lungomare
 

 

di LIVIA IANNOTTA

In ogni contesto sociale esiste una sorta di gerarchia dei problemi. Le buche da colmare prima del restyling frivolo, la sicurezza prima dell’evento mediatico. In soldoni: l’essenziale davanti al superfluo. Sorprende, allora, che avendo tra le mani una considerevole somma di denaro da destinare alla mobilità sostenibile, Palazzo San Giacomo decida di spenderla in gran parte per un progetto di “estetica urbana” sicuramente interessante, ma sulla cui necessità si potrebbe scomodare più di un’obiezione. Parliamo di 20 milioni di euro di finanziamento del POC 2014-2020, per cui il Comune avrebbe disposto di impiegare ben 13 milioni per la riqualificazione di un tratto del Lungomare di Napoli, da Piazza Vittoria al Molosiglio. A mostrare perplessità Anna Bruno, a capo della commissione Manutenzione e Urbanistica della I Municipalità: «La doverosa premessa da fare è che il Comune nel bilancio 2016/17 e 2017/18 non ha destinato alla Municipalità alcuna risorsa per la manutenzione ordinaria delle strade di nostra competenza. Capiamo il momento critico, il predissesto e l’arte dell’arrangiarsi. Proprio per questo ci lascia sconcertati che, a fronte di un finanziamento di 20 milioni di euro per la mobilità, il Comune decida di spendere ben 13 milioni per la riqualificazione di circa 800m di strada, ovvero via Nazario Sauro e via Partenope, che tra l’altro hanno un manto stradale già in ottime condizioni, rispetto ad altre zone critiche della città».
Il progetto di restyling prevede la rimozione della pavimentazione e la sostituzione con il basolato, nonché l’ampliamento dei marciapiedi. Il tutto nell’ottica, cardine della politica di de Magistris, di calcare la vocazione turistica, commerciale e ristorativa del lungomare. Certo, dopo i costosi ritocchini la passerella di Napoli sarà invidiabile. Ma la domanda è: a fronte di una rete di trasporti in collasso, era davvero necessario destinare una somma del genere al già scenografico lungomare? «Purtroppo vengono sottratte risorse significative, parliamo di 13 milioni - commenta Bruno -. La città non ha una rete di trasporti adeguata, ci sono aree completamente isolate, come Posillipo, e il turista in molti casi non ha la possibilità di accedere al mare (manca ad esempio un bus che arrivi alla Gajola). Quella napoletana è una mobilità ormai completamente obsoleta e ridotta a causa dei guasti che i mezzi hanno subito nel tempo. Alla luce di tutto questo l’urgenza sarebbe stata un potenziamento dell’intera rete del trasporto pubblico. 20 milioni di euro potevano essere una grande opportunità di efficientamento. Occasione sprecata perché de Magistris ha scelto di orientare questa spesa verso la riqualificazione di un unico pezzo di strada». Il progetto sarebbe già in fase esecutiva e i fondi pronti all’uso. E tanto è stato l’entusiasmo in quel di Palazzo San Giacomo, che sembra sia stato bypassato perfino qualche parere: «Per poter procedere alla modifica di una parte di territorio che ricade nella nostra competenza, i regolamenti stabiliscono che l’amministrazione comunale debba ricevere preventivamente un parere obbligatorio da parte della Municipalità, sebbene non vincolante per il Comune. Questo però non è accaduto». 
«Abbiamo chiesto all’amministrazione un ripensamento circa questo spreco di denaro pubblico - continua Bruno - ma ad oggi non siamo stati ascoltati. Se anche solo un decimo di questa somma fosse stata concessa alla Municipalità avremmo potuto riqualificare tutte le strade di nostra competenza. E invece ci è stato tolto anche il budget di 100 mila euro per la manutenzione ordinaria di cui disponevamo negli anni passati. Possiamo agire solo in caso di emergenze, segnalando alla Napoli Servizi i dissesti stradali per farla intervenire. Il paradosso, poi, è che ci tocca anche approvare i debiti fuori bilancio (circa 600mila euro ogni sei mesi) per i contenziosi persi con i cittadini che hanno subito danni a causa delle buche». Il consigliere municipale rimarca la validità della vocazione turistica del lungomare, sulla scia di città come Valencia e Barcellona, ma solo quando già sia garantita una condizione di vivibilità ordinaria: «Pensiamo al cittadino prima di tutto. La strategia del Comune è stata quella di fortificare l’immagine, dimenticando i servizi essenziali».
27 aprile 2018 - copyright chiaiamagazine
 
Indietro
 

 

di LIVIA IANNOTTA

In ogni contesto sociale esiste una sorta di gerarchia dei p
 
© 2005 - 2018 chiaiamagazine.it | tutti i diritti sono riservati | edizione Iuppiter Group | P.IVA IT07969430631